Il Mare Nostrum sempre più povero, «Riserve marine subito»

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È l’urgente richiesta di Greenpeace. La pesca nel Mediterraneo e nel Mar Nero in questi ultimi anni è stimata intorno a un milione e 500mila tonnellate l’anno: più del doppio delle 700mila tonnellate degli anni Cinquanta ma molto meno del massimo di 2 milioni di tonnellate raggiunto tra il 1982 e il 1988

Pesca in declino, inquinamento in crescita, illegalità imperante: il Mediterraneo è a rischio, e se non proteggiamo subito il quaranta per cento della sua superficie con una rete di riserve marine saremo costretti ben presto a prendere misure più rigide.
Lo afferma Greenpeace in un nuovo rapporto («Riserve marine per il Mediterraneo») presentato a Genova, a bordo della nave «Rainbow Warrior». L’ammiraglia di Greenpeace sta compiendo un tour del Mediterraneo (in contemporanea con un’altra imbarcazione dell’associazione, l’Esperanza) per combattere la pesca illegale, difendere le popolazioni marine e promuovere la creazione delle aree protette in tutta la superficie del bacino.