Elettrosmog – Arrivano i primi dati

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Il monitoraggio è attivo sul territorio nazionale. Solo a Vibo »Valentia dati negativi- Dove sono le centraline

Centraline intelligenti in grado di «capire» quali segnali provengano da ripetitori di telefonia cellulare e quali da ripetitori radiotelevisivi, acquisendo in continuo i dati in tempo reale e trasmettendoli, via Gsm, ad una centrale di controllo che provvede alla archiviazione ed alla messa in rete degli stessi dati monitorati.
È questa in sintesi l’attività della strumentazione informatica che l’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria) sta progressivamente installando in tutta la regione nell’ambito di un progetto di monitoraggio dei livelli di emissione dei campi elettromagnetici ad alta frequenza svolto in collaborazione con la Fondazione Ugo Bordoni, istituzione di alta cultura che opera sotto la vigilanza del Ministero delle Comunicazioni, che ne cura la realizzazione su scala nazionale.
Ed è proprio sul sito web della Fondazione Bordoni che da domani saranno pubblicati i primi dati calabresi del monitoraggio; controllo che l’Arpacal sta svolgendo anche con la collaborazione delle Asl e dei Comuni.
Il progetto, coordinato dal Direttore scientifico dell’Arpacal, Dott. Antonio Scalzo, interessa tutte le province calabresi e prevede l’installazione di centraline di misura dei campi elettromagnetici in siti vicini a stazioni radio base per telefonia mobile e ripetitori radiotelevisivi; siti considerati obiettivi sensibili, quali scuole, strutture sanitarie e luoghi per l’infanzia, ma anche di private abitazioni particolarmente vicine agli impianti da monitorare.
Le centraline di misura (installate nei siti prescelti per un periodo di circa sette giorni) sono dotate di sensori multibanda capaci di captare l’intensità totale del campo elettromagnetico dovuta a tutte le possibili sorgenti, anche se operanti a diversa frequenza, distinguendole in quelle provenienti da ripetitori di telefonia cellulare e quelli da impianti di radio-tv. I dati raccolti dalla rete di centraline sono trasmessi al centro di controllo dell’Arpacal, che provvede alla loro verifica, validazione e al centro nazionale, istituito presso il Ministero delle Comunicazioni.

Poiché la localizzazione delle centraline deve rispondere a diversi criteri, risultando allo stesso tempo «visibili» ai cittadini, l’Arpacal ha chiesto la collaborazione dei Comuni calabresi per la individuazione dei siti candidati alla installazione delle stesse centraline. L’Agenzia ambientale calabrese, inoltre, per meglio collaborare con i Comuni, così come con i privati cittadini, ha messo a disposizione il suo Numero Verde 800.33.19.29 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13) pronto a raccogliere ogni utile segnalazione e disponibilità di siti da monitorare in zone non ancora raggiunte. L’individuazione dei siti avviene anche sulla base delle indicazioni dei Servizi Rumore e radiazioni dei Dipartimenti provinciali Arpacal.
«Le preoccupazioni su possibili effetti nocivi derivanti dal cosiddetto inquinamento elettromagnetico, meglio conosciuto come elettrosmog – ha commentato il Commissario dell’Arpacal, dott. Domenico Lemma – hanno indotto il legislatore italiano ad emettere una normativa tra le più severe al mondo. Questa Agenzia, conscia dell’importanza di tale progetto, ha stipulato una convenzione con la Fondazione Bordoni per effettuare i controlli nella nostra Regione. Nei prossimi mesi, a monitoraggio concluso, saremo in grado di relazionare compiutamente sullo stato dell’arte in Calabria. Al momento ? conclude Lemma ? le rilevazioni hanno dato un solo esito negativo, nella città di Vibo Valentia, nel quale a breve i nostri tecnici provvederanno alla riduzione a conformità».

(Fonte Arpacal)