La verità scomoda di Al Gore

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Arriva nelle sale italiane un film-documentario sugli effetti del riscaldamento globale. L’ex vice presidente americano ne è produttore e interprete

È uscito nelle sale italiane An inconvenient truth, il film-documentario prodotto e interpretato dall’ex vice presidente degli Stati Uniti Al Gore. È arrivato sui grandi schermi proprio in questo autunno senza senso, in questo novembre di sole e cicale, tanto piacevole quanto incomprensibile.
Monito appassionato sugli effetti del riscaldamento globale, il film sostiene che ci restano solo dieci anni per evitare la definitiva alterazione dell’intero sistema climatico del Pianeta. Appena un decennio, per scongiurare condizioni meteorologiche estreme, alluvioni, siccità, epidemie e ondate di caldo mai registrate prima.
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Guai, però, a confondere An inconvenient truth (in italiano, Una verità scomoda) coi colossal movies del filone catastrofista tanto caro al cinema hollywoodiano. Guai a tacciarlo di allarmismo eccessivo o, peggio, strumentale. Le tesi portate avanti nel documentario si fondano su solidi ragionamenti scientifici, oltre che sui dati relativi agli eventi meteorologici estremi che hanno squassato il Pianeta negli ultimi anni.
Opera del regista Davis Guggenheim, An inconvenient truth è anche il ritratto appassionato di Al Gore, che, dopo la sconfitta subita alle elezioni del 2000, ha deciso di dedicarsi alla salvaguardia del Pianeta, di spendere il suo impegno contro i falsi miti che accompagnano il problema del cambiamento climatico globale.

La verità di Al Gore, in definitiva, è limpida e inequivocabile. Forse, è anche per questo che è «scomoda». Non possiamo continuare a intendere il riscaldamento globale come un problema esclusivamente politico. Non ne abbiamo più il tempo. Dobbiamo, piuttosto, imparare a considerarlo come la sfida morale di maggiore portata con cui la nostra civiltà globale dovrà fare i conti. Una sfida morale per ciascuno di noi.
(Info: www.climatecrisis.net)

(Silvana Santo)