Il precariato nel lavoro scientifico

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Il 10,2% ha avuto un contratto a tempo determinato e il 9,7% un assegno di ricerca; i «Co.co.co.» e le altre forme di collaborazione sono il 35,8%, mentre i borsisti di vario genere sono 37,4%. Un’incertezza che provoca stress e tensioni anche nella vita privata. Sono i dati di un’indagine condotta dall’Irpps del Consiglio nazionale delle ricerche

Un dato di fondo relativo al «mercato» del lavoro scientifico che desta preoccupazione è l’elevata età media dei ricercatori, dovuta anche al blocco delle assunzioni a tempo indeterminato negli enti pubblici di ricerca. Un altro dato, ad esso correlato, è che in Italia anche il precariato ha un’alta età media, tant’è che non è possibile parlare di questi studiosi come di «giovani in formazione». Ai ricercatori precari è dedicata l’indagine svolta dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Consiglio nazionale delle ricerche, pubblicata nel volume «Portati dal vento. Il nuovo mercato del lavoro scientifico» di Maria