No dell’Aidap alla gestione Apat delle Aree marine siciliane

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Il presidente ribadisce l’importanza degli enti di gestione. Un’estate «calda» per le Aree protette italiane: prima l’atteso concorso per i direttori dei Parchi campani, poi la decisione del ministero dell’Ambiente di affidare le Aree protette marine siciliane all’Apat

Prima i 2.300 aspiranti direttori dei parchi regionali campani (oltre 2.000 domande di ammissione al concorso per 11 posti a disposizione) attesi da oltre un decennio, poi la decisione del ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraio Scanio di firmare i provvedimenti che affidano la gestione temporanea di alcune Aree marine protette siciliane all’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici).

Queste le due iniziative che hanno movimentato l’estate 2007 dei Parchi italiani e di Aidap (Associazione italiana direttori Aree Protette) che, nel ribadire l’importanza del ruolo degli Enti di gestione dei parchi, sottolinea la propria contrarietà all’affidamento,