È Pasqua, attenzione al «cioccolismo»

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Anche i topi cedono alla tentazione del «cibo degli dei» e sono disposti a ripetere centinaia di volte lo stesso esercizio pur di assaggiarne un po’. I ricercatori del Cnr ne studiano le reazioni e testano i rimedi per curare questa dipendenza

È una tradizione: non è Pasqua se non si mangia l’uovo di cioccolato. Ma anche una bella tazza di cioccolata calda è un richiamo irresistibile in questa Pasqua… bassa e con un mese di Marzo che fa fede alla sua pazzia meteorologica.
E non siamo i soli, però, ad esserne così golosi. Anche i topi, per gustarne un po’, sono capaci di abbassare una leva erogatrice di cioccolata, trenta, cinquanta, cento volte e più per poi ricominciare subito dopo, senza arrendersi. È quanto hanno osservato i ricercatori dell’Istituto di neuroscienze (In) del Consiglio nazionale delle ricerche di Cagliari nel corso