Clarke, un poeta della fantascienza

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Ha dimostrato come la fantascienza possa essere un genere narrativo (e filmico) non peggiore degli altri, anzi capace di far sognare e riflettere su temi fondamentali

Il 1952 è ritenuto l’anno ufficiale dell’introduzione in Italia della moderna narrativa di fantascienza, con l’apparizione in edicola della collana mondadoriana Urania. Il primo volumetto (ricalcato sul formato del Giallo Mondadori) presentava il romanzo «Le sabbie di Marte» (1951); l’autore, sconosciuto a tutti, si chiamava Arthur C. Clarke.
Vi si raccontava in modo verosimile e quasi realistico (almeno per l’epoca) la colonizzazione del pianeta Marte. Per decenni la fantascienza fu ingiustamente ritenuta, nel nostro Paese, un genere di serie B… se non peggio; d’altronde in Italia tutti i filoni della narrativa fantastica (a cominciare dalla favola) hanno dovuto lottare