Contro il commercio illegale dei «datteri bianchi» l’opzione allevamento

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Un prodotto particolarmente apprezzato dai consumatori, ma la cui cattura, consumo e vendita sono vietate dal 1998 per la natura distruttiva delle tecniche di raccolta

Dagli allevamenti potrebbe arrivare uno stop al commercio illegale del «dattero bianco».
Questo l’obiettivo del progetto sperimentale condotto nell’Adriatico meridionale dalla Federcoopesca-Confcooperative (finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito dei Por Puglia 2000-2006) per trasferire le tecniche di allevamento del «dattero bianco» (Pholas dactylus) agli operatori del settore.
Un prodotto, il dattero bianco, particolarmente apprezzato dai consumatori, ma la cui cattura, consumo e vendita sono vietate dal 1998 per la natura distruttiva delle tecniche di raccolta. Per consentire di portare sulle tavole dei consumatori un prodotto di qualità senza intaccare il delicato ecosistema marino, l’unica strada è quella dell’allevamento.

/> Rispetto al Pholas dactylus, più comunemente conosciuto come dattero di mare (un esemplare che per raggiungere i cinque centimetri impiega tra i 15 e i 20 anni), il «dattero bianco», cresce più velocemente, raggiunge una taglia commerciale in 36 mesi, e si presta meglio all’allevamento. Ed è per questo che è stato scelto dall’équipe della Federcoopesca-Confcooperative per la sperimentazione di allevamento condotta per due anni nel Golfo di Manfredonia.
Una sperimentazione realizzata inserendo dei moduli in acqua (un impasto di cemento, cenere e carbone), utilizzati come barriere artificiali sommerse per ricreare un habitat adatto all’insediamento dei datteri. Una tecnica che andrà sicuramente affinata, ma che potrebbe dare in un prossimo futuro un importante contributo per salvaguardare le scogliere e ridurre il mercato nero legato alla vendita del «dattero bianco».

I partner del progetto: Cnr di Ancona (Ismar), Cooperativa Santa Lucia di Manfredonia che gestisce il mercato ittico locale, Cypraea (Cooperativa di analisi e studi ambientali), Provincia di Foggia.

(Fonte Federcoopesca-Confcooperative)