La provincia di Lodi, l’Asl e l’Arpa Lombardia firmano un protocollo d’intesa per studiare a fondo il Pm10

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smog camino co2 pm

Parte un progetto biennale che monitorerà le polveri e il loro impatto sulla salute dei cittadini

Guido Broich, Direttore Generale della Asl della Provincia di Lodi, Lino Osvaldo Felissari, Presidente della Provincia di Lodi e Giuseppe Zavaglio, direttore generale dell’Arpa, hanno sottoscritto a Lodi nella sede della Provincia un protocollo d’intesa per realizzare il Progetto «Qualità dell’aria, esposizione e salute nella Provincia di Lodi», finalizzato a monitorare la qualità dell’aria sul territorio, anche in ragione delle emissioni prodotte dalla centrale elettrica di Tavazzano/Montanaso.
Contestualmente alla firma del documento sono state illustrate la metodologia e le finalità della ricerca, coordinata nel Parfil (Progetto Particolato Fine in Lombardia), che si svilupperà in dieci fasi in un arco temporale di due anni. I tre enti hanno messo a disposizione del Progetto 154 mila euro (80 mila euro l’Asl, 50 mila euro la Provincia, 24 mila l’Arpa) oltre al personale e alla strumentazione tecnica.
Nel protocollo i promotori dell’iniziativa sostengono: «La consapevolezza della correlazione tra rischio sanitario e inquinamento delle matrici ambientali e conseguentemente la necessità di valutare congiuntamente i problemi relativi sia allo stato di salute sia alla qualità ambientale ben risponde al ruolo di questo progetto. L’integrazione dei dati sanitari con i dati ambientali non solo consente un approfondimento dell’interpretazione delle relazioni tra ambiente ed effetti sulla salute ma risulta altresì momento fondamentale nella programmazione degli interventi di prevenzione e nella comunicazione alla popolazione della Provincia di Lodi sui temi della salute in relazione all’ambiente. La valutazione della conseguenze da esposizione ad inquinanti di natura chimica, fisica e biologica quale causa e/o concausa di patologie acute o croniche deve basarsi, necessariamente su una gestione moderna del rapporto tra ambiente e salute ed in particolare su un sistema di conoscenze multidisciplinari integrate in grado di caratterizzare la fonte puntuale e/o diffusa di contaminazione; determinare la pericolosità dei contaminanti; valutare i possibili effetti sulla salute umana; valutare le differenti tipologie di esposizione della popolazione indoor/outdoor».
«Arpa Lombardia ? ha commentato il Direttore Generale dell’Agenzia, Giuseppe Zavaglio ? è in prima linea, insieme alle istituzioni regionali nello studio della qualità dell’aria e nella proposta di strategie per il risanamento. Qui a Lodi avviamo uno studio particolare e innovativo, che focalizzerà l’attenzione sul rapporto tra misura degli inquinanti e reale esposizione dei cittadini sia indoor che all’aperto».
Gli Enti promotori hanno istituito un gruppo di progetto, in cui sono rappresentati, a livello tecnico, tutti gli Enti promotori con i seguenti compiti:
– Definizione di indirizzi di conduzione delle varie fasi di progetto (individuazione risorse e modalità di conduzione dei sottoprogetti, definizione di dettaglio dei percorsi operativi,….)
– Monitoraggio dello sviluppo e buon andamento dei sottoprogetti
– Validazione dei vari outpout
– Rapporto con la committenza e con la struttura di comunicazione+
– Attivazione di collaborazioni strutturate tecnico scientifiche con altre strutture di ricerca, tra cui eventuale raccordo con l’Istituto Superiore di Sanità, con l’Istituto Tumori di Milano, l’Ispra, le Università e altre Istituzioni Scientifiche.
Tutti gli Enti firmatari si sono impegnati ad attivare le professionalità e le strumentazioni presenti al loro interno, e a mettere in comune tutte le informazioni e le conoscenze necessarie in proprio possesso e, in accordo, provvedere al confronto e all’informazione delle espressioni organizzate e non della società civile.
L’Arpa Lombardia, da parte sua, oltre a mettere a disposizione le risorse di competenza e professionalità presenti al suo interno, svolgerà le indagini necessarie ad approfondire la composizione del Pm10 e del Pm2,5, e ad aumentare nella Provincia di Lodi i punti di indagine del progetto «Parfil», l’attuazione dell’inventario Inemar, inserendo anche dati relativi alle emissioni in campo agricolo e zootecnico, l’elaborazione dei dati ambientali e dei possibili effetti sulla salute attraverso il modello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità AIR.Q.2.2, lo studio sugli odori generati da alcune tipologie produttive.

(Fonte Arpa Lombardia)