Progetto Voice: l’energia del girasole

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L’utilizzo dell’olio vegetale puro come fonte energetica è una sfida aperta che viene accolta con entusiasmo dai fautori del progetto «Voice» (Vegetable Oil Initiative for a Cleaner Environment)

Il progetto, presentato a Firenze il 10 Novembre, è promosso dal Crear (Centro Ricerca Energie Alternative e Rinnovabili) e cofinanziato della Commissione Europea; per la realizzazione del progetto è inoltre determinante il supporto della Provincia di Firenze. L’obiettivo principale è quello di studiare, e mettere in pratica, l’utilizzo dell’olio di girasole nella produzione di energia elettrica e termica e nei trasporti.
Per verificarne l’effettiva fattibilità, le innovazioni studiate verranno proiettate direttamente sul territorio toscano; parteciperanno quindi al progetto altri partner come Arsia, Coldiretti, la Confederazione Agricoltori Toscani e Ises per l’Italia, oltre ad enti stranieri e aziende partner sia italiane
che estere.
L’incontro di Firenze Come emerge dall’intervento di Guido Chelazzi, Pro-rettore della ricerca all’Università di Firenze, nonostante le difficoltà, la ricerca fiorentina è una realtà vitale
che ottiene ottimi risultati, piazzandosi al secondo posto nel panorama italiano.
In particolare il Crear svolge sia attività di ricerca che di formazione: si tratta, come emerge dall’intervento fatto dal
suo Direttore, Francesco Martelli, di un centro interdipartimentale, tale proprio per rispondere all’esigenza di interdisciplinarietà tipica del settore delle energie rinnovabili.
Il centro crea una sinergia fra i ricercatori attivi nei campi dell’energia solare, del geotermico, dell’idrogeno, del vento e delle biomasse, con la finalità di realizzare concretamente
esperienze e progetti. Questa particolare attenzione all’aspetto applicativo, che emerge anche nel progetto Voice, ha lo scopo di dimostrare l’effettiva produttività delle idee e di trasferire le conoscenze acquisite nei settori tecnologici
e industriali. Anche Marco Sala, responsabile del centro interuniversitario Abita, ha sottolineato l’importanza dell’incontro fra professionisti di settori diversi, e soprattutto fra ingegneri e architetti, per la realizzazione di strutture che siano architettonicamente belle ed al tempo stesso tecnologicamente innovative.
Il Progetto Voice è stato illustrato da David Chiaramonti
(Università di Firenze).
In Europa si utilizza per i trasporti circa il 30% dell’energia prodotta e di questa ben l’89% deriva dai combustibili fossili.
E’ evidente quindi la necessità di trovare soluzioni alternative.
L’olio vegetale puro, insieme con il biodiesel e l’etanolo e derivati, fanno parte dei biocombustibili liquidi di prima generazione.
Al momento sono allo studio biocarburanti di seconde generazione che saranno protagonisti dello scenario futuro e che avranno maggiori potenzialità di quelli attuali.
Per adesso è comunque importante sviluppare le risorse non ancora sfruttate in modo efficiente, come appunto l’olio vegetale puro. Si tratta di un prodotto che viene anche utilizzato per ricavare il biodiesel ma che, per essere
utilizzato tal quale, ovvero senza i processi di esterificazione e raffinazione, necessita di modifiche agli impianti che lo utilizzano. La filiera dell’olio vegetale puro è costituita dalla fase di campo, che consiste nella coltivazione del girasole, dalla fase di estrazione e pulitura dell’olio e dalla fase di utilizzo per l’autotrazione, per la generazione di energia elettrica o per la cogenerazione.
Gli obbiettivi del progetto Voice sono però di più ampio respiro e prevedono di:
? Promuovere l’utilizzo dei biocarburanti e la riduzione delle
emissioni
? Stimolare lo sviluppo delle filiere corte
? Favorire lo sviluppo della aree rurali del Mediterraneo
? Promuovere politiche di sviluppo per il settore delle
agroenergie
Il programma si pone anche obbiettivi tecnici tesi allo sviluppo concreto dei modelli e dei progetti, così come obbiettivi formativi.
E’ giusto sottolineare che l’olio vegetale puro non si pone come una soluzione alla questione energetica ma rappresenta un’importante innovazione per permettere lo sviluppo e la competitività di un settore, come quello agricolo, in cui l’autoconsumo e la biocompatibilità sono fattori cruciali.
La realtà rurale della nostra regione è un modello ottimale per
sperimentare la fattibilità e l’efficienza dell’utilizzo dell’olio vegetale puro in quanto, ha sottolineato Roberto Murano della segreteria tecnica del Ministero delle Politiche Agricole, è culturalmente pronta a valorizzare i concetti di parsimonia e autoconsumo, qualità che già la caratterizzano.
La comunità rurale inoltre è, per sua natura, consapevole e
attenta alle tematiche ambientali.
Un ruolo importante, proprio nella parte agronomica del progetto, sarà svolto da Arsia che, come ha illustrato Paolo Bottazzi, metterà a disposizione i centri per il collaudo dell’innovazione.
Dai numerosi interventi dei partecipanti all’incontro fiorentino emerge chiaramente che il benessere del mondo agricolo è una finalità principale del progetto Voice. Lo scopo è quello di ottenere una ricchezza, tramite la produzione di energia, che possa restare o tornare al mondo agricolo.
La filiera corta, caratteristica dei biocombustibili liquidi come
l’olio vegetale puro, ha infatti la caratteristica di rendere il produttore beneficiario del valore aggiunto.
A proposito della possibilità di conferire ricchezza al mondo agricolo un aspetto importante è quello dello sfruttamento dei sottoprodotti: dal girasole si può ricavare anche un pannello proteico per l’alimentazione animale che rappresenta un prodotto fondamentale per la zootecnia. Questo aspetto rende la filiera ancora più efficiente e rappresenta un ulteriore
incentivo alla sua concretizzazione.