Coste italiane devastate da inquinamento e abusivismo

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Un monitoraggio scientifico dedicato alla caccia dei «punti critici»

Sta continuando il viaggio dello storico veliero «Catholica» della Goletta Verde di Legambiente lungo 2.000 km di coste italiane.

Nei giorni scorsi è approdato a Ischia e il 29 riprenderà la sua navigazione verso le coste laziali, per poi proseguire e terminare il 17 agosto lungo le coste toscane di Capalbio.

In occasione della tappa ischitana, Goletta verde lancia «l’Sos cemento abusivo», perché la Campania risulta essere la prima regione italiana per abusivismo edilizio sul demanio con 783 infrazioni accertate. Sono oltre 6.000 le costruzioni abusive realizzate nel 2008 in Campania, per oltre 1.267 infrazioni accertate e 1.685 persone denunciate. Dall’analisi fatta da Legambiente risulta: che Ischia è la regina indiscussa del cemento illegale, una vera e propria emergenza ambientale e tra i tanti abusi si contano centinaia di casi di edifici tirati su in riva al mare. Sono ben 600 i manufatti abusivi censiti sull’Isola per i quali è già stata emessa la sentenza di demolizione. Ed è qui che un magistrato, Aldo De Chiara, procuratore aggiunto di Napoli, ha deciso di programmare circa 600 abbattimenti ad Ischia, più alcune decine nella vicina Procida.

Contro la magistratura il vescovo, i sei sindaci di Ischia e quello di Procida.

Legambiente assegnerà il premio «Ambiente e legalità 2009» proprio al magistrato Aldo De Chiara, in occasione di Festambiente, per riaffermare ancora una volta i valori della legalità e per esprimere apprezzamento al lavoro che il magistrato ha svolto finora a che sta ancora svolgendo.

Le novità di questa edizione

La XXIV edizione della Goletta verde, la campagna estiva di Legambiente è iniziata dal Friuli Venezia Giulia, ed esattamente da Grado il 27 giugno. Come ogni anno il veliero percorre tutte le coste italiane per un monitoraggio scientifico tutto dedicato alla caccia dei «punti critici», e mette nel mirino le foci dei fiumi e i tratti di mare interessati da fenomeni di inquinamento, dalla mancata o scarsa depurazione agli scarichi illegali, controlla la salute del mare, denuncia i casi di mala gestione e gli abusi edilizi sui litorali.

Ma, come di consueto, oltre a puntare il dito contro le numerose criticità del mare, il viaggio di Goletta è anche dedicato alla promozione del turismo sostenibile, a far conoscere le aree marine protette e a incentivare uno sviluppo che valorizzi l’immensa risorsa di cui gode il nostro Paese grazie alle sue coste, coinvolgendo in tutto questo i cittadini informandoli sui nostri diritti e doveri nei confronti nei confronti del mare nostrum.

Quest’anno l’obiettivo del monitoraggio dei tecnici di Legambiente è la ricerca delle situazioni che mettono maggiormente a rischio il mare. Infatti sono campionate le foci dei fiumi maggiori e quelle dei corsi d’acqua minori e vengono presi in considerazione anche scarichi abusivi e condutture derivanti da depuratori rotti, mal funzionati o di scarsa capacità. I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che viaggia via terra e vengono effettuate le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (coliformi fecali, streptococchi fecali, Escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità/salinità).

La Goletta si sta concentrando sulle aree più critiche nel tentativo di arginarne i danni attraverso la denuncia e l’informazione ma senza dimenticare di promuovere le località e le buone pratiche dei Comuni premiati dalla «Guida blu di Legambiente e Touring club».

I punti critici messi in evidenza finora

Da Grado e in tutte le città analizzate fino ad oggi sono stati messi in evidenza molti punti critici legati al forte inquinamento delle foci dei fiumi.

In tutti i monitoraggi effettuati è emerso un dato sconcertante riguardante l’inquinamento delle acque a causa dell’inquinamento delle foci della maggior parte dei fiumi esaminati finora. Dalle analisi emerge la presenza di batteri dovuto alla mancanza di depuratori o al mancato funzionamento degli stessi.

Tutti i responsabili di Legambiente che sono intervenuti in questi giorni nelle varie tappe del tour, hanno esortato gli amministratori comunali, tanto quelli dei comuni costieri quanto quelli dell’entroterra,a mettere in atto politiche concrete ed efficaci per la depurazione degli scarichi che garantiscano un efficiente funzionamento degli impianti di depurazione, e che tutti gli scarichi fognari vengano allacciati alla rete depurativa, per evitare che corsi d’acqua e tratti di costa bellissimi si trasformino in veri e propri ricettacoli di reflui inquinanti e mettano seriamente a rischio la salute del mare e dei cittadini.

Questo è un problema che non riguarda soltanto i comuni costieri, ma anche quelli dell’entroterra. Infatti è stato evidenziato l’esigenza di iniziare un potenziamento degli impianti di depurazione proprio partendo dall’entroterra.

– Dalle analisi effettuate in Emilia Romagna è emerso che ancora oggi oltre il 20% degli scarichi a livello regionale non viene depurato e quindi è stata evidenziata la mancanza di impianti di depurazione e anche il cattivo funzionamento di quelli esistenti.

– Situazione disastrosa anche in Puglia in cui viene messa in evidenza la cattiva gestione da parte delle amministrazioni locali nell’intervenire concretamente sugli scarichi abusivi e sulle condutture derivanti da depuratori rotti, mal funzionanti o di scarsa qualità.

– In Calabria la situazione è egualmente grave anche lungo i torrenti ed è stato lanciato un allarme per lo scarico del depuratore nella zona industriale di Lametia Terme.

– In Sicilia stessi problemi tanto che oltre l’11% delle 1.810 infrazioni accertate nell’ultimo anno nel nostro Paese, per scarichi illegali e depurazione, sono state registrate nelle acque siciliane (Mare monstrum 2009) e che, ad esclusione della sola Sardegna, la Sicilia è la regione italiana con la minor capacità di servizi di depurazione e fognatura.

– Anche in Basilicata la rete di depurazione regionale arriva a coprire solo il 74% del territorio, lasciando la Regione al quartultimo posto nella classifica delle regioni italiane per capacità di servizi di depurazione e fognatura (Mare monstrum 2009).

Consegnate le prime bandiere nere

Goletta Verde sta consegnando anche le bandiere nere, il poco ambito riconoscimento assegnato ai nuovi «pirati del mare», così definiti da Legambiente gli amministratori pubblici, manager del mattone che, secondo Legambiente in virtù di interessi economici e politici, rovinano le coste senza tener conto di alcuna normativa urbanistica, occupando tratti di litorale deturpando il patrimonio marino.

Attraverso iniziative pubbliche di protesta, la manifestazione sta denunciando gli abusi grandi e piccoli, dai villaggi turistici alle discese a mare private.

Finora sono state consegnate già tre bandiere nere, rispettivamente a:

– Alla società Caffaro srl, l’impianto cloro-soda a Torviscosa (Udine), per aver portato su una strada senza uscita un percorso industriale che ha inquinato per lunghi anni senza prendere misure tecnicamente disponibili che avrebbero permesso di continuare l’attività produttiva e allo stesso tempo di salvaguardare l’ambiente. Insieme alla Caffaro, la bandiera nera va a tutti coloro che, nella società e nelle istituzioni, per subalternità o per inammissibili logiche di rinvio, hanno aiutato la Caffaro nel suo atteggiamento negligente.

– All’Api di Falconara (Ancona), per il sesto anno consecutivo, per la reiterata proposta di realizzazione di altri due impianti di generazione di energia elettrica (di 530 e di 70 megawatt), accanto a quello già esistente di 290 megawatt di potenza.

Nonostante il parere contrario espressamente manifestato dalla maggior parte dei cittadini e l’impossibilità della realizzazione secondo i parametri previsti dal Pear (Piano energetico ambientale regionale), l’Api continua con una proposta che andrebbe ad aumentare la pressione ambientale sul territorio di Falconara, già provato dalla presenza della raffineria e della centrale esistente.

– Al comune di Palermo,per l’inerzia dimostrata negli abbattimenti degli abusi edilizi di Pizzo Sella. Sono due strutture di cemento piantati sulla sabbia in una spiaggia di grande suggestione, alle spalle del mare di Mondello. Anziché abbattere le costruzioni abusive in Sicilia si continua a costruire lungo tutta la costa, isole minori comprese. Infatti la Sicilia risulta essere seconda in Italia per abusivismo edilizio sul demanio marittimo: 723 infrazioni, 864 denunce e 287 sequestri.

Località già premiate con più «vele»

L’assegnazione delle vele è il risultato a cui sono giunti Touring club e Legambiente incrociando 128 indicatori, prendendo in esame non solo le qualità ambientale e qualità dei servizi ricettivi, la qualità nella gestione del territorio, il degrado del paesaggio, la biodiversità, le politiche per la mobilita, quelle per l’energia e per il trattamento dei rifiuti, le iniziative per la sostenibilità, la disponibilità di prodotti alimentari locali da coltivazioni biologiche e/o a basso impatto ambientale, la manutenzione dei centri storici, l’offerta enogastronomica e anche l’accoglienza turistica, i fondali particolarmente interessanti, i luoghi di interesse storico culturale, la pulizia del mare e delle spiagge.

– In Veneto sono state individuate nove amministrazioni che vedono premiati gli sforzi degli ultimi anni in chiave ambientale: tre vele per i comuni di Barricata ed Eraclea, due vele per Bibione – San Michele al Tagliamento, Caorle, Cavallino – Treporti, Chioggia, Rosolina e Venezia Lido, una vela per il comune di Jesolo.

– La Puglia è la terza regione per numero di vele: ben 36 le località. Tra queste ottengono il massimo riconoscimento delle 5 vele Nardò (Lecce) e Ostuni (Brindisi). Seguono poi le 7 località balneari che ottengono invece 4 vele: Diso (Lecce), Manduria (Taranto), Andrano (Lecce), Chieuti (Foggia), Gallipoli (Lecce), Otranto (Lecce) e Castro (Lecce).

– La Calabria invece ben 40 le località inserite nell’edizione 2009 della Guida Blu di Legambiente e Touring Club. Raggiungono le quattro vele Scilla e Roccella Jonica, e le tre vele Marina di Gioiosa Ionica, Bova Marina, Badolato, Isola Capo Rizzuto, Cirò, Brancaleone, Bagnara Calabra, Monasterace, Pizzo, Amendolara, Tropea e Palmi.

– La Sicilia con tre località insignite delle cinque vele: Noto (Siracusa), per il regolamento comunale sull’istallazione di megaimpianti fotovoltaici ed eolici, Isola di Salina (Messina) per aver conservato negli anni il fascino legato alla storia e alla cultura tipica del luogo di e San Vito lo Capo (Trapani) per aver investito tutto sulla sostenibilità ambientale e sui temi della pianificazione.

E in più altre 30 località siciliane alle quali sono state assegnate quattro vele: Pantelleria, Favignana, Lampedusa, Linosa e Menfi, ai quali si accompagnano ancora 11 località a tre vele e altre 15 amministrazioni premiate con due e tre vele.

– La Basilicata premiata con le quattro vele alla località costiera di Maratea (Potenza), mentre a Bernalda, Policoro e Scanzano Jonico, con due vele.

– La Campania, esattamente ai comuni costieri di Acciaroli e Pioppi nel Cilento, sono state assegnate per il nono anno consecutivo le cinque vele grazie alle politiche ambientali di valorizzazione del territorio e della costa.

Le proteste di Legambiente…

Non mancano le proteste e le manifestazioni sempre in prima linea nelle attività di Legambiente, quali:

– il libero accesso al mare, che ricorda a tutti il diritto inalienabile della collettività, stabilito dalla legge 296 del 2006, e che nessuno può negarlo.

– «No Nuke», lo slogan «Per il Clima, contro il nucleare» per difendere un sistema energetico moderno, pulito e sicuro sul quale hanno scelto di investire tutte le economie più avanzate, tranne l’Italia. Per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti, per il risolvere i problemi della sicurezza, dello smaltimento delle scorie e dell’approvvigionamento della materia prima, scarsa e costosa, la soluzione è investire in fonti rinnovabili ed energia pulita e non tornare alla preistoria energetica.

Il viaggio dell’imbarcazione sta promuovendol’efficienza energetica, le fonti rinnovabili e per raccontare la verità sul nucleare. E anche per questo che la stessa imbarcazione viaggia grazie a due aziende che si occupano una di progettazione e produzione di bioplastiche, l’altra di progettazione, produzione e installazione di moduli fotovoltaici.

– «Fuori grandi navi dalla Laguna». Una manifestazione fatta a Venezia per manifestare per le mega navi da crociera in Laguna, del tutto incompatibili con il fragilissimo ecosistema lagunare, con la fragilissima città storica e di conseguenza con la qualità della vita dei suoi cittadini, viste anche le pesanti conseguenze in termini di inquinamento atmosferico.

– «No al Ponte per uno sviluppo sostenibile». È questo l’appello che ha lanciato la Goletta Verde di Legambiente da Reggio Calabria. E per il ponte si intende quello sullo stretto di Messina.

Secondo gli esponenti di Legambiente il Ponte toglierebbe risorse a un’organizzazione efficiente e più sostenibile dei trasporti regionali in Calabria e Sicilia. In un regime di risorse finite, investire oltre un miliardo di euro sull’infrastruttura ponte significherebbe sottrarre risorse a mobilità su ferro e cabotaggio, e sottrarrebbe fondi anche al resto delle grandi opere sparse per la Penisola.

Progetti in navigazione…

«Lemilledop» è il progetto di Legambiente per il recupero, la tutela, la conservazione delle coltivazioni tipiche di qualità. Ha lo scopo di aumentare il numero di denominazioni tipiche riconosciute a livello europeo e di spiegare lo stretto legame tra prodotti tipici, sopravvivenza animale e biodiversità.

«Countdown 2010» è un’alleanza (a cui partecipa Legambiente) lanciata nel 2004 dalla Iucn (International union for conservation of nature) con l’obiettivo di fare intraprendere a tutti i partner (governi, Ong e aziende) le necessarie azioni per fermare la perdita di biodiversità entro il 2010. Nonostante le molte attività in corso, infatti, gli sforzi compiuti finora non sono stati sufficienti e la perdita di molte specie animali e vegetali potrebbe essere irreparabile.

«Vivere i parchi» è la campagna di Legambiente che raccoglie le iniziative per la promozione e fruizione delle aree protette. Attraverso i forum dei parchi promuove la partecipazione dei cittadini e degli operatori locali, con progetti di promozione sociale incentiva la loro fruizione anche da parte di categorie svantaggiate.

Ma ci sono anche i «Stop the fever», la campagna dell’associazione per fermare i cambiamenti climatici, ridurre i consumi energetici e abbattere le emissioni di CO2 in atmosfera.