Discariche – Presto controlli Ue

177

La Commissione europea ricorda il termine per mettere a norma le discariche. A partire da metà luglio gli Stati membri devono anche dimezzare, rispetto ai livelli del 1995, il quantitativo di rifiuti urbani biodegradabili conferiti in discarica

A metà luglio è scaduto il termine fissato per conformare le discariche dell’Unione europea alle norme comunitarie.

li Stati membri hanno avuto otto anni di tempo per garantire che i siti esistenti prima dell’entrata in vigore della Direttiva 1999/31/CE del Consiglio relativa alle discariche di rifiuti fossero messi a norma o chiusi del tutto.

La Commissione ha scritto a tutti gli Stati membri per ricordare i loro obblighi al riguardo e raccogliere dati sulla conformità. Gli Stati membri che violano la legislazione comunitaria rischiano un procedimento.

Il commissario europeo all’ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato: «Le discariche che non sono gestite correttamente e non sono controllate rappresentano un pericolo per la salute umana e per l’ambiente. Ora dovrebbero essere solo un lontano ricordo. Gli Stati membri hanno avuto otto anni di tempo per garantire che le discariche presenti sul loro territorio siano conformi alla legislazione europea. È loro dovere garantire i massimi livelli di tutela dei cittadini e dell’ambiente».

La normativa europea punta a prevenire o ridurre gli effetti negativi delle discariche di rifiuti sull’ambiente, ed in particolare sulle acque di superficie e sotterranee, sul suolo, sull’aria e sulla salute umana, e definisce linee guida rigorose per la gestione dei siti.

Dai dati statistici più recenti, che risalgono al 2008 e riguardano i 12 nuovi Stati membri, emerge l’esistenza di circa 1.600 discariche non a norma.

Verso la fine dell’anno, quando saranno disponibili i dati definitivi, si dovrebbe avere un quadro più preciso della situazione in tutti gli Stati membri.

La Commissione sta verificando la conformità in tutta l’Ue e se alcuni siti nazionali continueranno a funzionare nel mancato rispetto delle norme europee la Commissione valuterà la possibilità di intraprendere un procedimento nei confronti degli Stati membri interessati.

Nel recente passato la Commissione ha già proceduto nei confronti di Spagna, Francia, Italia, Irlanda e Grecia. La Corte di giustizia europea ha ritenuto che questi Stati membri non avessero rispettato gli obblighi in materia di smaltimento dei rifiuti. La Commissione sta verificando da vicino i progressi realizzati per accelerare l’impegno e dare attuazione alla normativa Ue in materia di ambiente.

Le discariche devono essere gestite e controllate efficacemente

Le discariche sono fonti di percolato e gas metano.

Il percolato (cioè il liquido che fuoriesce da una discarica) può contaminare le acque sotterranee, rendendole inadatte al consumo umano.

Il gas di discarica rappresenta più del 2% delle emissioni di gas serra dell’Ue. La direttiva sulle discariche definisce requisiti rigorosi per il percolato e le emissioni di gas di discarica.

Obiettivi di riduzione per il conferimento in discarica di rifiuti urbani biodegradabili

A partire metà luglio gli Stati membri devono anche dimezzare, rispetto ai livelli del 1995, il quantitativo di rifiuti urbani biodegradabili conferiti in discarica.

In altri termini, questi rifiuti dovranno essere destinati ad altre forme di gestione più compatibili con l’ambiente come il compostaggio o l’incenerimento con recupero di energia.

La Commissione ha chiesto informazioni in merito agli Stati membri per verificare la conformità a tale obiettivo.

La prossima data importante sarà il 2016, quando l’obiettivo di riduzione passerà al 65% rispetto ai livelli del 1995.

Si stima che ogni anno nella Ue siano prodotti tra 75 e 100 milioni di tonnellate di rifiuti di alimenti e di giardini.

Mentre la gestione dei rifiuti nella Ue è disciplinata da un ampio corpus normativo, nel settore dei rifiuti organici biodegradabili possono esistere margini per ulteriori miglioramenti.

Le possibilità di gestione dei rifiuti organici biodegradabili comprendono programmi di raccolta differenziata seguita dal compostaggio o dalla digestione anaerobica, dal trattamento biologico e dall’incenerimento con recupero energetico ridotto o elevato.

I benefici ambientali ed economici dei differenti metodi di trattamento dipendono dalle condizioni locali, quali la densità di popolazione, il clima e le infrastrutture.

In materia di gestione dei rifiuti organici gli Stati membri attuano politiche ampiamente divergenti, che variano da interventi minimi in alcuni Stati a politiche ambiziose in altri.

È necessario un impegno maggiore per ridurre i quantitativi di tali rifiuti smaltiti nelle discariche e garantire un livello elevato di recupero energetico e riciclaggio.

Elementi principali del Libro verde

Nel dicembre 2008 la Commissione ha adottato un Libro verde inteso a valutare la necessità di introdurre una nuova normativa che potesse trasferire un quantitativo maggiore di rifiuti biodegradabili dalla discarica al riciclaggio e al recupero di energia.

Il Libro verde presenta una rassegna delle principali pratiche di gestione dei rifiuti organici biodegradabili in uso nella Ue e ne analizza benefici e inconvenienti, tenendo conto degli aspetti ambientali, economici e sociali.

Il Libro verde analizza inoltre l’impatto delle misure di regolamentazione esistenti. La gestione dei rifiuti organici biodegradabili è già oggetto di diverse misure legislative Ue e nazionali, tra cui il divieto di inviare in discarica tali rifiuti (direttiva sulle discariche di rifiuti), la promozione del riciclaggio (nuova direttiva quadro sui rifiuti), l’incenerimento e il compostaggio (direttiva sull’incenerimento dei rifiuti, direttiva Ippc, regolamento sui sottoprodotti di origine animale) e le norme e requisiti dei prodotti (regolamento sull’agricoltura biologica, requisiti del marchio Ue di qualità ecologica per il compost, norme nazionali). La Commissione sta lavorando inoltre a misure aggiuntive, tra cui i criteri per stabilire quando un rifiuto cessa di essere tale, in relazione al compost e orientamenti per i rifiuti organici biodegradabili.

Il Commissario europeo per l’ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato al riguardo: «La Ue deve diventare una società che ricicla e che utilizza in modo efficiente le risorse e in questo senso i rifiuti organici biodegradabili offrono grandi opportunità.

«Quando le nostre risorse diventano rifiuti dobbiamo trovare un modo di riciclarle e di trasformarle nuovamente in risorse utili. L’energia recuperata dai rifiuti organici sotto forma di biogas o di energia termica contribuirà alla lotta contro i cambiamenti climatici, mentre il compost di qualità potrebbe dare un notevole apporto alla biodiversità e alla difesa del suolo.

«Dobbiamo cooperare con tutte le parti interessate per garantire che le opzioni di gestione dei rifiuti prescelte apportino i maggiori benefici possibili al nostro ambiente».

(Fonte Arpat)