Countdown per Copenhagen:100 giorni per scegliere

115

Le azioni di Greenpeace in occasione dei cento giorni che separano il Pianeta dal summit sul clima

Se ne è parlato a lungo e in diverse occasioni. La tanto attesa conferenza sui cambiamenti climatici di Copenhagen è sempre più vicina. Anche se cento giorni saranno lunghissimi, è già iniziato il countdown per gli ambientalisti di tutto il mondo. Greenpeace, per l’occasione, ha posizionato cento sculture di ghiaccio presso il «Tempio della Terra» a Pechino. Statue fragili che si sciolgono sempre più velocemente. Una chiara allusione al futuro incerto di oltre un miliardo di persone nel continente asiatico la cui sopravvivenza è minacciata dalla mancanza di risorse idriche.

Il «Tempio della Terra», un logo sacro e scelto non a caso. Gli imperatori cinesi, infatti, in passato pregavano per la prosperità della natura e per buoni raccolti. «Siamo oggi qui per sottolineare il rischio catastrofico che sta correndo il nostro Pianeta – spiega Yang Ailun, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace in Cina -. La scomparsa dei ghiacciai himalayani mette a rischio la disponibilità idrica di un quinto della popolazione mondiale. Se i leader del mondo non troveranno un accordo serio a Copenhagen, i bambini di oggi avranno gravi problemi di accesso all’acqua potabile».

Il surriscaldamento globale sta causando la perdita dei ghiacciai himalayani, unica fonte che permette l’esistenza di diversi corsi d’acqua, tra i quali il Gange, l’Yangtze, il Mekong e il Fiume Giallo. Le stime dell’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change) indicano che se le temperature medie dovessero continuare a salire, l’80 per cento dei ghiacciai dell’Himalaya, quello che viene considerato il «terzo polo» del Pianeta dopo Artico e Antartide, andrà perduto nel giro di tre decadi.

Anche a Nuova Delhi è stata inaugurata una scultura di ghiaccio raffigurante il numero «100» su un mappamondo gigante per segnare l’inizio del conto alla rovescia per Copenhagen. Le sculture sono state realizzate con le acque dei fiumi himalayani.

Persino sul social network Facebook è possibile iscriversi a Road To Copenhagen e attendere giorno per giorno, con chi sostiene la causa, il 7 dicembre, giorno di partenza per il summit.

I più recenti studi scientifici mostrano che per evitare i peggiori impatti del clima, occorre fermare la crescita delle emissioni di CO2 entro il 2015 e devono essere portate il più vicino possibile allo zero entro il 2050.

«La ricchezza futura di India e Cina si sta letteralmente sciogliendo al sole – commenta Yang Ailun – . Mancano appena cento giorni prima che i leader del mondo raccolgano la sfida della prima minaccia ambientale per il genere umano e trovino a Copenhagen l’accordo per scongiurare la più grave minaccia ambientale per l’umanità».

E mentre volontari, ambientalisti, ecologisti, attivisti e cyber attivisti, aspettano impazienti che chi di dovere si trovi davanti ad una scelta definitiva per la nostra Terra, la nave rompighiaccio di Greenpeace, «Arctic Sunrise», naviga nell’Artico per documentare la rapidità della perdita delle masse glaciali. Sul Monte Rosa, infine, gli attivisti dell’associazione ambientalista hanno aperto un banner di 5.200 metri sul ghiacciaio di Gorner, con il messaggio «Our climate, Your decision», e hanno installato un campo di protezione del clima per mandare un chiaro messaggio ai leader mondiali: occorre un’azione urgente prima che sia troppo tardi!