Il tratto Jonico reggino è balneabile

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L’esito dei rilievi effettuati in campo rientrano nei valori limite imposti dalla normativa. La ricerca quantitativa degli idrocarburi e l’analisi tossicologica  hanno dato esito negativo

Durante i giorni 28, 29 il Dipartimento provinciale di Reggio Calabria dell’Arpacal (Agenzia  regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria), diretto da Angelo Elio, ha effettuato un intenso sopralluogo per analizzare la qualità delle acque lungo il tratto di costa jonica reggina, invasa nei giorni scorsi da larghe chiazze di catrame.

Dall’esito delle analisi è stato emesso giudizio «favorevole di idoneità alla balneazione», per i punti ricadenti nel tratto di costa interessato dall’inquinamento.

Il weekend di analisi ha coinvolto tutti i tecnici del laboratorio Chimico del dipartimento reggino, diretto da Beniamino Mazza, e del laboratorio Bionaturalistico, diretto da Angela Diano.

Le analisi effettuate sui campioni prelevati, oltre al controllo dei parametri chimico-fisici e microbiologici imposti dalla normativa hanno riguardato anche la ricerca quantitativa di idrocarburi e l’analisi tossicologica, come è stato riferito dalla comunicazione ufficiale dell’Arpacal trasmessa anche alla Capitaneria di porto di Roccella Jonica ed al Responsabile igiene e sanità pubblica dell’Azienda sanitaria di Locri.

L’esito dei rilievi effettuati in campo al momento del prelievo e i risultati analitici chimico-fisici e batteriologici rientrano nei valori limite imposti dalla normativa. La ricerca quantitativa degli idrocarburi  ha dato esito negativo e le analisi tossicologiche effettuate sugli stessi campioni non hanno rilevato effetti tossici sugli organismi-test.

Dei risultati delle analisi è stato prontamente informato l’assessore regionale alle Politiche dell’ambiente, Silvio Greco, ed il direttore  generale dell’Arpacal, Vincenzo Mollace, che hanno costantemente seguito l’andamento delle analisi. «Evidentemente è servito l’imponente quanto tempestivo sforzo della regione Calabria – fanno sapere dalla direzione generale di Arpacal –  per risolvere in tempi brevi l’emergenza ambientale nello jonio reggino, con il coinvolgimento di un vero e proprio esercito di volontari, personale della protezione civile regionale, dei vigili del fuoco, dei lavoratori forestali e dei consorzi di bonifica.  Non dimenticando le associazioni ambientaliste e locali, ed i semplici cittadini che si sono sentiti coinvolti in questa guerra contro il tempo per arginare l’emergenza».

(Fonte Arpacal)