Standard di qualità anche per i parchi

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parco Abruzzo ingresso

Se ne è parlato nell’incontro internazionale Iso. Così gli Enti possono migliorare strutture e servizi per un turismo sostenibile

Elaborare uno standard di riferimento che consenta agli enti gestori dei parchi di migliorare le strutture e i servizi che offrono nel settore turistico e favorire la creazione di reti più solide tra le aree protette, in grado di garantire ai visitatori adeguati livelli di qualità.

Con questo obiettivo si è tenuto, presso la sede di Federparchi-Europarc Italia, un incontro del gruppo di lavoro (WG6) che si sta occupando, nell’ambito del tavolo tecnico internazionale TC/228 istituito dall’Iso (Organizzazione internazionale di standardizzazione), proprio di sviluppare uno standard per la qualità dei servizi turistici erogati dagli enti gestori delle aree protette.

Al workshop, aperto dai saluti di Silvano Vinceti, responsabile del settore Turismo e Natura del ministero del Turismo, di Giampiero Sammuri e Luigi Bertone, rispettivamente presidente e direttore di Federparchi, erano presenti esperti di turismo e di normazione di Spagna, Portogallo, Argentina e Kenia. Anche operatori francesi hanno dato il loro contributo, pur non partecipando fisicamente all’incontro. Per quanto riguarda l’Italia, hanno partecipato, oltre alla dottoressa Lucia Naviglio, dell’Enea (che coordina anche il «mirror group» del WG6 costituito presso l’Uni e a cui partecipano esperti nazionali) e allo staff di Federparchi, l’Uni, il Cnr di Firenze, che è coinvolto in un progetto sull’ecoturismo, l’associazione Fiaba, che si occupa di accessibilità globale, ed altri esperti di turismo.

La Federparchi rappresentava l’ospite ideale per il workshop sulle aree protette, sia per la propria rappresentatività, sia in qualità di portavoce della grande esperienza accumulata dai parchi nazionali e regionali italiani nella gestione dei servizi turistici. L’attività del gruppo di lavoro è terminata con una «esperienza pratica» di fruizione di un servizio turistico organizzato dal Parco regionale dell’Appia Antica: una visita con l’Archeobus, un autobus che percorre l’interno del Parco e, addentrandosi nel centro storico di Roma, sorprende i visitatori con paesaggi spettacolari di interesse naturalistico ed archeologico che si compenetrano fino nel cuore della città.

L’incontro di Roma è seguito ad un’altra riunione tecnica, dedicata alla messa a punto di uno standard di qualità dell’accoglienza turistica, tenutasi pochi giorni prima ad Artimino, in provincia di Prato. Ma l’impegno dell’Italia, che sta svolgendo un ruolo molto attivo all’interno dei gruppi di lavoro del TC/228 dell’ISO, non si esaurisce qui. Il nostro paese, infatti, oltre a gestire la segreteria tecnica di nuovi gruppi di lavoro, si appresta ad ospitare, nel 2011, l’incontro di tutti i rappresentanti mondiali dell’Iso.

L’Iso, a cui aderiscono la maggior parte dei Paesi del mondo, si occupa di definire i requisiti di qualità di servizi o prodotti in maniera concordata tra esperti provenienti da ogni nazione partecipante. Ogni organismo nazionale di standardizzazione, se vuole, contribuisce alla elaborazione di uno standard con un proprio esperto. L’Uni (Ente nazionale di unificazione) è il soggetto che rappresenta l’Iso in Italia. E proprio in seno all’Iso è stato istituito il gruppo tecnico internazionale TC/228, al cui interno operano diversi gruppi di lavoro con l’obiettivo di stabilire i criteri di qualità per una serie di servizi turistici, tra cui quelli connessi con l’accoglienza dei visitatori, gli stabilimenti balneari, le terme e altri centri di benessere, il diving, il golf e, infine, i servizi turistici erogati dagli enti gestori delle aree protette (WG6).

Questo gruppo di lavoro, cui partecipa per l’Italia la dottoressa Lucia Naviglio dell’Enea, è stato istituito su iniziativa del Costa Rica e con segreteria spagnola e si è già riunito tre volte. L’obiettivo dello standard in elaborazione da parte del WG6 è, appunto, quello di garantire ai servizi turistici erogati dalle aree protette un livello di qualità adeguata alle funzioni e al ruolo di un ente parco. Intendendo, con la parola «qualità», non solo la «customer satisfaction», cioè la soddisfazione dell’utente, la sua sicurezza e la salute, ma anche i principi di sostenibilità ambientale (ancor più fondamentale all’interno di aree protette) e sociale (ad esempio per quel che concerne l’accessibilità globale).

(Fonte Federparchi)

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(Nella foto del titolo un’immagine del Parco d’Abruzzo)