Ridurre le emissioni di CO2 nei mari e nei cieli

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L’Associazione esorta i Paesi riuniti a Copenhagen a prendere accordi vincolanti per frenare la crescita delle emissioni di aviazione e navigazione, che dal 1990 ad oggi sono aumentate rispettivamente del 45% e dell’85%

Le emissioni fuori controllo di aviazione e navigazione minacciano l’efficacia degli accordi sul clima a Copenhagen. È la tesi del rapporto «Attacco al clima: dal mare e dal cielo!», lanciato oggi da Greenpeace, con il quale l’associazione ambientalista esorta i Paesi riuniti a Copenhagen a prendere accordi vincolanti per frenare la crescita senza controllo delle emissioni nei cieli e nei mari internazionali.

Le emissioni di CO2 da aviazione e navigazione internazionali hanno superato le emissioni complessive dell’intera Germania. L’Organizzazione internazionale per l’aviazione civile (Icao) e l’Organizzazione marittima internazionale (Imo), alle quali era stata affidata la responsabilità di ridurre gli impatti di questi due settori internazionali, non hanno preso alcun provvedimento dalla firma del protocollo di Kyoto ad oggi. Il risultato è un aumento delle emissioni di CO2 rispettivamente del 45% e dell’85% rispetto ai valori del 1990.

«Se un freno non verrà messo subito, le emissioni nei mari e nei cieli internazionali raddoppieranno o addirittura a triplicheranno entro il 2050- spiega Andrea Lepore, responsabile della campagna Trasporti e Clima di Greenpeace. – È il momento di svegliarsi dal lungo sonno e dall’assenza di decisioni che ha caratterizzato gli ultimi dodici anni: servono obiettivi vincolanti e accordi ambiziosi»

Attraverso la regolamentazione dell’impatto climatico dei due settori potrebbero essere recuperati fino a 40 miliardi di dollari da investire nella riduzione delle emissioni e nell’adattamento ai cambiamenti climatici dei Paesi in via di sviluppo.

«I leader del mondo a Copenhagen devono raggiungere un accordo globale, che preveda obiettivi ambiziosi e vincolanti anche per aviazione e navigazione internazionali- esorta Lepore. – La regolamentazione di questi due settori può diventare una carta vincente per il successo delle negoziazioni a Copenhagen».

Il rapporto di Greenpeace fa il punto anche sulla situazione italiana, caratterizzata da una forte crescita delle emissioni soprattutto nel settore del trasporto aereo, a causa soprattutto del rapido aumento del numero dei voli e della proliferazione delle piste e degli aeroporti.

(Fonte Greenpeace)

(La foto è di Stefania Petraccone)