I cacciatori toscani «categoria speciale» di cittadini

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Potranno violare la legge (sia in materia di fauna sia addirittura di urbanistica) e le loro associazioni riceveranno un finanziamento pubblico. Il Wwf lancia l’allarme e chiede urgenti rettifiche del testo

Siamo ormai in dirittura finale per l’approvazione delle nuove norme regionali in tema di caccia (si tratta di due provvedimenti: la legge quadro regionale e la legge sul calendario venatorio) e il testo che sta uscendo dalla 2° Commissione (prevista la sua chiusura nella seduta del 20 p.v.) per andare poi all’approvazione in Consiglio fra qualche giorno contiene una serie di elementi sconcertanti.

La Regione (se il testo attuale sarà confermato) con questa legge nominerà in pratica i cacciatori toscani «cittadini speciali», in quanto (a differenza di tutti gli altri) potranno violare su vari aspetti le norme vigenti in tema di tutela della fauna e addirittura in tema di urbanistica e godranno persino di un finanziamento pubblico alle loro associazioni. Sembra incredibile ma è così. Ecco alcune fra le disposizioni previste:

– Utilizzo di trappole «selettive» da parte di cacciatori, con una semplice autorizzazione della Provincia (mentre l’utilizzo di trappole è penalmente sanzionato dalla Legge nazionale).

– Apertura al commercio della fauna selvatica abbattuta (anche questo vietato dalla Legge quadro per evitare una caccia a fini di lucro con tutto quello che ne può conseguire sull’implementazione del bracconaggio e connessi).

– Esclusione delle strutture utilizzate come appostamenti fissi di caccia dalla necessità di richiedere un titolo abilitativo edilizio (in evidente contrasto con la legge regionale sul governo del territorio e con le norme nazionali in tema di urbanistica).

– Abbattimenti fuori stagione, cioè in pratica in qualsiasi periodo dell’anno (per sovrannumero faunistici, veri o presunti) effettuabili alla presenza semplicemente di una guardia volontaria delle Associazioni venatorie (con quale garanzia di controllo?).

– Riduzione delle forze di vigilanza sul territorio: l’attuale testo toglie la competenza di poter vigilare sulla caccia alle Guardie Zoofile e alle Guardie Ambientali Volontarie (Gav) che la hanno invece esercitata fino ad oggi (e che sono abilitate a farlo dalla Legge quadro).

E per quanto riguarda il finanziamento pubblico, la Regione intende destinare il 2,5% delle risorse disponibili per il settore a favore delle associazioni venatorie per le loro attività e iniziative istituzionali. Si tratta del 2,5% di tutti i proventi delle tasse di concessione regionale per l’esercizio venatorio e dei contributi dovuti dai cacciatori per la caccia in mobilità (fuori dal proprio ambito territoriale). La cifra è senza dubbio ingente (chiediamo alla Regione di indicarne con esattezza l’entità) e costituisce un clamoroso finanziamento pubblico a soggetti privati quali sono le associazioni venatorie, soggetti fra l’altro ben lungi da portare avanti attività di pubblica utilità (e anzi praticanti un’attività invisa alla maggior parte dei cittadini toscani).

Il Wwf (che ha presentato a più riprese proposte, richieste e critiche ai testi in discussione) chiede al Presidente Martini, agli Assessori competenti e ai Consiglieri regionali tutti di voler apportare urgenti rettifiche ai testi in discussione perché le norme di tutela della fauna siano rispettate anche in Toscana e perché tutti i cittadini continuino ad essere uguali, cacciatori compresi.

(Fonte Wwf)