Pet-coke – Sotto osservazione il porto di Vibo Marina

326

L’Arpacal avvia il monitoraggio dell’aria per la movimentazione. Alta pericolosità per la salute umana a causa delle poveri

La movimentazione del pet-coke nel porto di Vibo Marina è sotto esame, per verificare se esiste una correlazione con la presenza di polveri fini nell’ambiente circostante. È questo l’obiettivo che il personale tecnico del dipartimento provinciale di Vibo Valentia dell’Arpacal (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria), diretto dal dott. Mariano Romeo, intende raggiungere con l’avvio di un monitoraggio in continuo della qualità dell’aria e, più in generale, di controllo ambientale nell’area del porto vibonese.

Oggetto dell’indagine scientifica da parte degli uomini diretti dal dott. Romeo, quindi, è l’intero ciclo di utilizzo del pet-coke nella zona portuale: dallo scarico sulla banchina, fino agli utilizzatori finali. Il pet-coke (nome derivato da petroleum coke) è un solido carbonioso, sottoprodotto della raffinazione del petrolio, che può essere utilizzato come combustibile grazie al suo elevato potere calorico.

Per anni il pet-coke è stato oggetto di contenzioso giuridico riguardo al fatto che tale sostanza potesse essere considerata un rifiuto e non un combustibile. Benché una recente sentenza della Corte di Cassazione abbia riconosciuto il pet-coke come combustibile, il suo utilizzo deve seguire regole molto rigorose. Infatti il pet-coke è una preoccupante fonte di polveri sottili che, penetrando nell’organismo attraverso i polmoni, possono arrecare danni alla salute. Le ripetute segnalazioni di depositi di polveri sui balconi, sui panni stesi e sulle autovetture della zona, hanno pertanto destato una viva preoccupazione nella popolazione residente in prossimità dello scalo portuale vibonese.

Il Dipartimento Arpacal di Vibo, che si è recentemente dotato di un sofisticato laboratorio mobile per l’analisi delle polveri sottili, sta quindi cercando di evidenziare se esiste una correlazione tra la movimentazione del pet-coke e la presenza di polveri fini nell’ambiente.

Grazie all’utilizzo contemporaneo di due stazione anemometriche dell’Arpacal (per la valutazione della velocità e direzione del vento) è possibile comunicare in tempo reale alla Capitaneria di Porto di Vibo Marina i dati sulla dispersione delle polveri sottili. In questo modo la Capitaneria di Porto potrà intervenire prontamente per la sospensione temporanea o definitiva dello scarico del materiale. «Si tratta, pertanto – commenta il direttore del Dipartimento di Vibo Valentia dell’Arpacal, dott. Mariano Romeo – di una forma di tutela ambientale che mira a prevenire eventuali danni: rilevando precocemente gli inquinanti è possibile, infatti, impedirne il loro accumulo, salvaguardando la salute dei cittadini della zona».

(Fonte Arpacal)