Cinghiali – Basta improvvisazione con la fauna selvatica

341

È quello che chiede il Wwf delle Marche con un comunicato in cui stigmatizza l’urgenza di soluzioni sostenibili

La sentenza della Cassazione che condanna la Provincia di Pesaro-Urbino al risarcimento dei danni causati da un cinghiale ad un automobilista, amplia e chiarisce le responsabilità degli Enti già obbligati al risarcimento di agricoltori e allevatori, comportando così senza dubbio un incremento possibile della spesa relativa ai costi della responsabilità verso i cittadini per i danni causati da animali selvatici, sempre se si continua a intervenire sull’emergenza e a non programmare.

È ormai tempo che tali questioni vengano affrontate con professionalità e nel modo giusto, secondo quello che i dati scientifici ci rilevano come possibile soluzione, la convivenza con gli animali selvatici, e con i cinghiali in particolare, deve essere gestita con strumenti efficaci, ovvero con un insieme di misure di prevenzione, che possano ridurre al minimo i costi per i danni della fauna selvatica alle cose, alle colture, ai terreni agricoli e alle attività zootecniche.

Queste misure di prevenzione devono essere sviluppate secondo quello che le ricerche scientifiche, non poche in materia, ci hanno rilevato negli ultimi anni e sviluppate a livello territoriale secondo le diverse esigenze e peculiarità. Esistono infatti diversi tipi di soluzioni che possono essere adottate, compreso, nelle aree più a rischio, l’utilizzo di particolari catarifrangenti «dissuasori» per la fauna selvatica. Inoltre vanno combattute tutte le pratiche che, direttamente o indirettamente, contribuiscono all’incremento delle popolazioni di cinghiale, comprese le sconsiderate ed irresponsabili immissioni che ancora vengono promosse nella nostra regione e la creazione di opportunità alimentari per l’animale a scopi venatori.

Ci vogliono, sostiene il Wwf, veri e propri piani di prevenzione efficaci, a scala provinciale, che tendano a minimizzare le spese degli Enti per risarcimenti dei danni, partendo dal presupposto che si deve prevenire il problema e non continuare ad affrontarlo in emergenza, come si è soliti nel nostro paese, con soluzioni di crisi sempre più onerose economicamente e socialmente e che hanno alla fine una minore efficacia. La politica dell’indennizzo non riuscirà mai a coprire interamente l’entità dei danni e, d’altro canto, non fornirà da sola nel lungo termine una soluzione adeguata al problema.

(Fonte Wwf Marche)