È boom delle biodroghe negli «Smart shop»

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Nella Capitale la più alta concentrazione (10,26%) di negozi specializzati nella vendita. Al secondo posto tra le Città italiane si colloca Milano con il 4,49%, seguita da Torino con il 3,85% e da Bologna con il 3,21%. Come combatterle e guarire

Nella Capitale è diventato ormai un fenomeno diffuso il consumo di semi di piante tropicali che provocano allucinazioni e che si comprano senza infrangere la legge. Si chiamano «smart drug» all’inglese o «bio-droghe» all’italiana. «Ma il prefisso bio serve solo a rendere più accattivante un prodotto che invece può essere pericolosissimo, soprattutto se associato all’alcol» spiega lo psicologo Stefano Benemeglio, padre dell’Ipnosi Dinamica e presidente dell’onlus Accademia internazionale delle discipline analogiche.

Secondo un’indagine dell’onlus che divulga le discipline di Stefano Benemeglio è proprio a Roma che c’è la più alta concentrazione di «smart shop»: il 10,26% del totale in Italia. Si tratta di negozi, con licenza, specializzati principalmente in semi di piante tropicali, ufficialmente in vendita per essere piantati e non ingeriti. Al secondo posto per numero di «smart shop» tra le Città italiane si colloca Milano con il 4,49%, seguita da Torino con il 3,85% e da Bologna con il 3,21%. A livello regionale, invece, la graduatoria vede l’Emilia Romagna al primo posto con il 17,31%, seguita dal Lazio con il 13,46%, dalla Lombardia con il 12,82% e dal Piemonte con il 9,61%.

«I semi non andrebbero masticati ma tritati finemente e messi in acqua per circa 10 ore per permettere l´estrazione dell’Lsa» spiega Valentina, una paziente trentenne di Stefano Benemeglio che di professione fa l’attrice. «L´assunzione – spiega l’attrice – di solito si accompagna con un bicchiere di succo d’arancia o con un cucchiaino di zenzero fresco, per ridurre la nausea».

Quali sono gli effetti? «I semi hanno un effetto euforico e stimolante. Provocano una condizione simile al sogno in cui i colori, suoni e sensazioni divengono intensi. La durata di quest’esperienza è di circa 5 ore e una volta terminati gli effetti la sensazione finale è inizialmente di estremo relax, ma subito dopo subentra una forte depressione» racconta Valentina.

Ma attenzione perché questi prodotti possono essere molto pericolosi per la salute fisica e soprattutto per quella mentale. «Sono sostanze – spiega Stefano Benemeglio – che alterano le percezioni visive, uditive, tattili e temporali, proiettando l’individuo in una dimensione irreale ed esponendo la persona a rischi notevoli. L’alterazione della percezione dell’io può generare attacchi di panico: un soggetto può diventare aggressivo verso sé stesso e verso gli altri e può addirittura lanciarsi nel vuoto credendo di poter volare» avverte Stefano Benemeglio. E le conseguenze possono essere tragiche, come è già successo nel 2006 a Bari, dove un ragazzo ventenne dopo aver ingerito dei semi allucinogeni acquistati in uno «smart shop» si è gettato dalla finestra credendo di poter volare ed è morto.

Eppure gli «smart shop» proliferano e tra i prodotti in commercio c’è praticamente di tutto: dalle estasi vegetali alle bevande energetiche, dalla gomma da masticare con effetti meditativi narcotici ai biscotti a base di surrogati della canapa. E perfino miscele di canapa sativa commercializzata in Italia come deodorante per ambienti, sconsigliandone l’utilizzo per consumo umano.

«Ma se da una parte è in crescita il numero di negozi specializzati in biodroghe, da un’altra parte è anche in crescita il numero di persone che vogliono uscirne» segnala Stefano Benemeglio. Nei primi 3 mesi del 2010 il 47% delle persone che si sono rivolte all’Accademia internazionale delle discipline analogiche per superare problemi di dipendenza dalla droga hanno manifestato problemi proprio con le bio-droghe. Proprio per questo Stefano Benemeglio ha approntato un metodo specifico che aiuta a ottimizzare le risorse interne delle persone per recuperare sicurezza e stabilità e per abbattere ogni forma di dipendenza.

Come funziona il metodo benemegliano? «Il mio metodo utilizza l’Ipnosi Dinamica che, a differenza di quella tradizionale, esclude le suggestioni verbali. Non si tratta di una psicoterapia ma di un percorso di crescita personale che porta alla risoluzione dei problemi comunicando direttamente con l’inconscio attraverso tecniche di Comunicazione Non Verbale quali il segno, il gesto e il simbolismo espressivo». Insomma con l’Ipnosi Dinamica e con le Discipline Analogiche fondate da Stefano Benemeglio è possibile non limitarsi ad attaccare il sintomo ma combattere direttamente le cause e risolvere i problemi alla radice, decodificando tutti quegli atti comunicativi non verbali che sono privi di significato razionale.

Il metodo ideato da Stefano Benemeglio ha riscontrato un grande successo non solo in Italia ma anche nei principali Paesi industrializzati, compresi gli Stati Uniti e la Spagna, dove lo psicologo ha tenuto negli ultimi mesi due importanti conferenze presso l’Ordine dei Medici di Madrid e presso la prestigiosa Università Pompeu Fabra di Barcellona. «Un successo che dipende principalmente dal fatto che le Discipline analogiche consentono di affrontare e anche di risolvere problemi e difficoltà in tempi molto più brevi che con qualunque altro metodo» conclude Stefano Benemeglio.

(Fonte AJ Comunicazione)