La sfida della Fusione fredda continua

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Venerdì una giornata dedicata alla stato delle ricerche sulla elettrodinamica quantistica coerente nella materia e nella vita dieci anni dopo la scomparsa del grande protagonista della fisica italiana Giuliano Preparata

In un recente articolo su Epolis Gianni degli Antoni ordinario di Informatica Applicata all’Università di Milano, si interrogava sulle alternative energetiche oggi presenti ed in particolare riferendosi alla Fusione Fredda ha scritto:

«Da non molti anni sono in corso tentativi di sfruttare fenomeni fisici sconosciuti con l’obiettivo di produrre energie non inquinanti. I primi tentativi ebbero una enorme risonanza pubblicistica. Quelle ricerche venivano indicate con il termine di “fusione fredda”, in contrapposizione a reazioni di fusione che sul sole (e oggi anche in alcuni laboratori) si svolgono a temperature assai elevate. Nei laboratori i fenomeni di fusione fredda si volgerebbero a temperature ambiente o quasi. La ritenuta impossibilità di produrre reazioni nucleari a bassa temperatura ha di fatto reso tabù la ricerca in quel campo, e assai boicottati coloro che osavano occuparsene. Questi pochi coraggiosi ricercatori hanno lavorato tuttavia, con scarsissimi fondi e pesanti difficoltà. Oggi è certo, la fusione fredda si può fare, anche in assenza di teorie unanimi. E se pensiamo al futuro dovremmo concludere che dobbiamo raccogliere danari (in cambio di azioni) per quei coraggiosi, affinché possano distribuirne i dividendi. Anche l’Italia ne avrebbe una quota consistente!».

Di questi temi si discuterà venerdì 23 aprile prossimo a Roma nel corso di «Coherence2010».

Una giornata dedicata alla stato delle ricerche sulla elettrodinamica quantistica coerente nella materia e nella vita dieci anni dopo la scomparsa del grande protagonista della fisica italiana Giuliano Preparata.

La giornata di approfondimento si svolgerà presso la Casa dell’Aviatore, la prima parte sarà dedicata alla Fusione Fredda esperimenti e teorie. Il prof. Lino Daddi già capo del Gruppo di Fisica dell’Accademia Navale di Livorno ci ha anticipato il suo contributo su Don Borghi e la storia della Fusione Fredda pubblicata in un volume dell’Enea, essendo impossibilitato ad essere presente a Roma.

Tra i materiali preparatori della conferenza il report del prof. Akito Takahashi sulla recente sessione sulla Fusione Fredda (o Scienza della Materia Condensata) alla Società Americana di Chimica che da un quadro riassuntivo dei grandi progressi nel settore a livello internazionale e l’ultimo articolo di Focardi e Rossi che apre uno scenario inedito quanto formidabile nel campo energetico.

Resistono in alcuni ambienti scientifici atteggiamenti scettici e ostili che appaiono ispirati da problemi di metodo scientifico su cui vale la pena ancora riflettere e lavorare. Anche per questo segnaliamo volentieri il premio XII Premio ing. Franco Pietrandrea del Rotary Club Roma Castelli Romani curato da Sergio Bartalucci e dedicato ai migliori lavori scientifici e metodologici.

Intorno ai problemi del metodo e della qualità del lavoro aziendale riproponiamo volentieri alla riflessione anche una recensione sull’arte del comando nel terzo millennio del Generale Mario Majorani, dove il metodo la logica e il risultato sono analizzati in condizioni critiche come quelle delle operazioni di aeronautica.

Confesso che non mi sarei mai aspettato di dover imparare la creatività e la responsabilità attiva dall’ambiente militare (notoriamente caratterizzato dall’ubbidienza e dalla gerarchia). Materia su cui riflettere per il mondo scientifico moderno che va prendendo sempre di più i vizi dei sistemi di potere consolidato come quello religioso e militare (ubbidienza e paura di esporsi e di sbagliare).

Se nella fisica nucleare le polemiche sono forti ma relativamente limitate, nella biologia la situazione è notoriamente più controversa. Non sarebbe male anche nel settore della Vita e della salute rafforzare la logica e il metodo scientifico a tutti i livelli, in particolare allargando l’interdisciplinarietà ai trionfi della fisica quantistica del secolo scorso. Lavoro in cui si era cimentato Giuliano Preparata con Giuseppe Sermonti e Jacques Benveniste con il progetto di un nuovo ponte tra fisica e biologia. Ponte che resta ancora da costruire a dieci anni dalla seminario sul Ruolo dell’elettrodimanica quantistica in medicina i cui atti rappresentano una pietra miliare che sta sviluppandosi potentemente nel mondo dell’Est e dell’Ovest con Luc Montagnier che guida le ricerche nel settore.

In gioco il futuro energetico della nostra Terra e la salute umana alle prese con eventi estremi come il vulcano Ash e non solo a cui come Centro Studi di Biometeorologia abbiamo dato con tutti i limiti del caso il nostro contributo, in un’avventura ai confini tra Terra e Cielo che continua.