In Alta Badia «sigillano» l’auto

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Con l’iniziativa «Stop ma con gusto», lanciata dal Consorzio turistico Alta Badia, chi vi aderisce deve consegnare all’arrivo le chiavi della propria automobile, che sarà simbolicamente sigillata con una fascia biodegradabile recante la scritta «Stop ma con gusto»

Camminare in mezzo alla natura e a paesaggi incontaminati, fare sport all’aria aperta, gustare cibi sani e rilassarsi lontano dallo stress e dall’inquinamento delle città: questi sono alcuni degli ingredienti di una vacanza in montagna così com’è concepita dalla maggior parte di noi. Da quest’anno in Alto Adige si propone un ingrediente in più: rinunciare a utilizzare la propria automobile per tutta la durata del soggiorno.

È quanto prevede l’iniziativa «Stop ma con gusto», lanciata dal Consorzio turistico Alta Badia: chi vi aderisce deve consegnare all’arrivo le chiavi della propria automobile, che sarà simbolicamente sigillata con una fascia biodegradabile recante la scritta «Stop ma con gusto». In cambio riceverà una cassetta di prodotti tipici biologici e il rimborso del Mountain Pass, una tessera che permette di usufruire di 12 impianti di risalita estivi e del servizio pubblico di trasporto per spostarsi da un paese all’altro e verso i passi dolomitici.

La tessera concede inoltre innumerevoli agevolazioni sugli ingressi allo stadio del ghiaccio di Corvara, alla piscina pubblica, al cinema e altro ancora. Lo scopo dell’iniziativa è limitare il traffico di automobili nella valle, riducendo così l’inquinamento sia atmosferico sia acustico, e incentivare i turisti a vivere le proprie vacanze in maniera più semplice e salutare, spostandosi a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici. Facile a dirsi ma un po’ meno a farsi, per chi è abituato a utilizzare quotidianamente l’automobile, ma scegliere di trascorrere le vacanze in montagna significa scegliere natura, sport e benessere e che cosa più del traffico è nemico di tutte e tre?

In Val Badia la sensibilità ambientale è ormai una tradizione: investimenti in bioedilizia, teleriscaldamento a biomassa, impianti di risalita non inquinanti e raccolta differenziata sono solo alcune delle scelte che le amministrazioni pubbliche altoatesine compiono ogni anno a favore dell’ambiente. Lo scorso aprile per esempio è stato avviato il concorso «Il prato più bello», su iniziativa degli assessori provinciali Hans Berger e Michl Laimer, che spiegano: «Il concorso è molto più che una semplice gara, perché nell’anno della biodiversità abbiamo voluto richiamare l’attenzione sul significato dei prati intatti nella loro biodiversità, ben curati e armonicamente inseriti nel paesaggio». Attualmente i partecipanti sono 150. Scaduto il termine d’iscrizione al concorso, la seconda fase prevede la valutazione dei singoli prati, in base a diversi indicatori quali sito, biodiversità, utilizzo, diversità strutturale, superficie e altro, mentre la premiazione avverrà in autunno.

Restando invece in tema di «gusto», quest’anno il Consorzio turistico Alta Badia propone anche, dopo il successo dell’iniziativa invernale «Sciare con gusto», il nuovo trend estivo «In vetta con gusto»: una serie di appuntamenti che coniugano il piacere di camminare con quello della buona cucina in alcuni tra i luoghi più belli delle Dolomiti, che comprendono ben tre dei siti riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel giugno 2009. Il programma delle varie proposte è ricco di spunti e gustosi appuntamenti: si va dall’«Apenrosa il gusto del tramonto», aperitivo a base di prodotti tipici altoatesini, ogni giovedì, alle «Escursioni con gusto» alle malghe con degustazioni, alla «Colazione in vetta» per godersi le prime luci dell’alba assaporando prodotti tipici locali.

Se il turismo non è solo un approccio «usa e getta» al territorio, ma anche un modo per prendere contatto con la natura e la gente di una certa località, è giusto che chi sceglie di soggiornare in Alta Badia entri in sintonia con la popolazione altoatesina e la sua spiccata sensibilità ambientale. Se essi amano e tutelano il proprio ambiente naturale a maggior ragione dovremmo farlo noi, che siamo solo «ospiti», rinunciando alle nostre affezionate automobili per una settimana o due.

(Fonte Aica, Anna de Polo)