L’Unità d’Italia incompiuta anche per l’ambiente

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Per chi cerca di distorcere gli avvenimenti storici a suo favore l’approfondire, è come un fiume carsico che prima o poi emerge alla luce del sole, e sarà un boomerang. Come sempre il primato è della cultura e non dell’economia che ne è lo strumento operativo

La storia e l’ambiente sono legate più di quanto si possa pensare. Una guerra, un movimento rivoluzionario, una cattiva gestione della società… generano disequilibri ambientali attraverso il cambiamento dei bisogni primari o con l’invasione della speculazione e della malavita.

Al recente convegno calabrese «Dal Rinascimento al Risorgimento. Il ruolo dei calabresi nel pensiero moderno e nell’unità d’Italia» che si è svolto a Lamezia si sono approfonditi questi aspetti e se ne è ricavato un quadro che ancora aspetta giustizia dalla storia.

Per chi cerca di distorcere gli avvenimenti storici a suo favore l’approfondimento, che è come un fiume carsico che prima o poi emerge alla luce del sole, sarà un boomerang. Come sempre il primato è della cultura e non dell’economia che ne è lo strumento operativo.

Viviamo, purtroppo, un periodo di capovolgimenti di valori, ma come la storia insegna, verranno momenti migliori.

È quindi con piacere che proponiamo una relazione che non è stata svolta durante il convegno ma solo inviata. È quella della professoressa Silvana Mancini che, nella sua semplicità e sinteticità, descrive gli aspetti fondamentali dell’Unità d’Italia e mostra quanto ancora ci sia da sviscerare. E da una prospettiva del tutto inaspettata: quella del Nord. (I. L.)