Il «fumo» del nucleare all’italiana

210

Greenpeace: la lista dei siti presentata dalla Sogin, «un altro esempio della “truffa nucleare” che il governo Berlusconi sta preparando agli italiani»

Cosa c’è di meglio, durante un momento di confusione politica che gettare sul tavolo del chiacchiericcio altri temi?

Eccolo puntuale: i siti per le scorie del nucleare.

A dir la verità, questo tema non ci appassiona. Non perché sia di scarsa importanza, anzi. Ma perché sembra fumo allo stato puro. Talmente improbabile è un futuro nucleare serio: i tempi, i costi, il nodo scorie, la sicurezza…

Poi ora c’è la lista dei siti presentata dalla Sogin, «un altro esempio della “truffa nucleare” che il governo Berlusconi sta preparando agli italiani», dice Giuseppe Onufrio, di Greenpeace, dal blog dell’Associazione.

Da notizie di stampa(Sole24Ore) si è saputo che il Presidente Berlusconi (ministro per lo Sviluppo economico ad interim) aveva chiesto alla Sogin di non pubblicare il lavoro e proseguire con il piano di localizzazione.

Ma dire di non pubblicare è come un invito a nozze per la stampa…

Quindi solo fumo perché l’arrosto manca, e manca perché i criteri per la definizione dei siti idonei dovrebbero essere validati da un’Agenzia per la sicurezza nucleare, che non esiste ancora e dunque non può aver emesso alcun criterio di scelta. Inoltre, dice Onufrio, «quando verrà costituita, avrà un centinaio di tecnici (ce ne vorrebbero almeno 400) provenienti da Ispra ed Enea, molti dei quali prossimi alla pensione».

Lo studio poi andrebbe prima sottoposto a Valutazione ambientale strategica. E manca il ministro dello Sviluppo economico che è ancora assicurato a interim dal premier Silvio Berlusconi.

E se si va a votare a primavera? Meglio lasciare fuori il nucleare…

E tutto questo mentre «giunge oggi notizia – sottolinea Greenpeace – che la francese Gas de France-Suez, società attiva anche nel nucleare, ha abbandonato il progetto di costruire un reattore Epr a Penly, in Francia. Chissà che il rapporto commissionato dal governo sullo stato confusionale dell’industria nucleare francese abbia consigliato di lasciar perdere. È di ieri, invece, la notizia che l’azienda Cez della Repubblica Ceca ha abbandonato la società costituita per costruire due reattori nucleari in Romania (nella quale Enel ha una quota di minoranza)». (I. L.)