Ecobuilding per rispondere alla sostenibilità

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Il settore edilizio da solo contribuisce alla produzione del 40% di emissioni totali. L’impegno di politici, imprenditori e aziende espresso nel convegno organizzato dal Rec (Regional Environmental Center). Come si sta muovendo l’Europa

Ridurre le emissioni di gas serra in un settore, quello edilizio, che da solo contribuisce alla produzione del 40% di emissioni totali, trasformando in modo sostenibile il patrimonio edilizio dei Paesi del centro ed est Europa. È l’obiettivo ribadito nell’intervento che Stefania Romano, dell’Italian Trust Fund, ha proposto durante l’incontro organizzato dal Rec (Regional Environmental Center) che si è svolto a Split in Croazia al quale hanno partecipato anche Veronika Czako (Central Euopean University), Ivica Dijani? (Saint-Gobain Isover Hrvatska Ltd), Alessandro Liberatori (Italian Institute for Foreign Trade), Bojan Milovanovic (Civil Engineering Faculty of Zagreb), Federico Zaggia (Favero-Milan Ingegneria Spa) e Adriano Ruchini (Italian Trade Commission).

«L’abbinata decisiva per raggiungere questo obiettivo – ha dichiarato Stefania Romano – è ridurre i consumi e limitare le emissioni di gas serra, puntando al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Ma soprattutto sono i modelli comportamentali quotidiani che favoriscono una nuova etica della sostenibilità universalmente condivisa».

Per quanto riguarda la situazione croata Alessandro Liberatori, dell’ufficio Ice di Zagabria, ha ricordato che «l’Italia è uno dei primi investitori in questo Paese, e nei colloqui intercorsi fra il nostro ministro degli Esteri e Franco Frattini e l’omologo croato Gordan Jandrokovi?, la politica energetica è stata uno dei punti principali sui quali ci potranno essere future intese». Rispondendo a queste indicazioni l’idea del Rec, ha confermato Romano, è quella di promuovere connessioni tra imprese italiane, croate e di altri Paesi limitrofi per portare a termine questo obiettivo.

«L’attenzione all’uso dell’energia nel settore edilizio – ha confermato Federico Zaggia di Favero&Milan Spa – è decisivo per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. L’ecobuilding è un processo complesso, ma ha il supporto della lunga esperienza dell’edilizia tradizionale, amplificata dai risultati delle nuove tecnologie applicate alle costruzioni moderne». Fra gli altri esempi Zaggia ha illustrato il palazzo del ministero dell’Ambiente costruito in Cina seguendo i più rigorosi dettami dell’ecobuilding e che rappresenta un modello compiuto per il palazzo del ministero dell’Ambiente del Montenegro che sta per essere edificato a Podgorica.

Mirata a far conoscere le potenzialità di alcuni materiali isolanti la relazione di Ivica Dijanic della Saint Gobain Isover Hrvatska Ltd, mentre Bojan Milovanovic della Facoltà di Ingegneria Civile di Zagabria, ha fatto il punto sulla realtà della certificazione energetica delle nuove costruzioni in Croazia.

Un esempio concreto di come il conto delle emissioni possa essere decisamente migliorato è stato portato dall’ungherese Veronica Czako della Central Europe University. I programmi nazionali varati nel 2009, che hanno modificato la prima legislazione in materia, stanno restituendo significativi miglioramenti, con una sempre più vasta adesione in campo nazionale a queste indicazioni.

Significativo l’intervento conclusivo dell’imprenditore Adriano Ruchini per il quale: «la Croazia è un paese importante per incrementare l’esperienza dell’ecobuilding, anche in vista della sua prossima entrata nell’Unione europea». Ruchini, impegnato in Ungheria nella Camera di Commercio italiana a Budapest, ha ricordato come l’esperienza di quel paese abbia saputo incrementare la cultura della sostenibilità. «C’è una lingua comune che dobbiamo imparare – ha concluso Ruchini – ed è proprio quella della sostenibilità: mettere insieme le esperienze lavorando per obiettivi comuni è la strada che può far crescere i nostri Paesi».

Osservazioni immediatamente colte da Stefania Romano: «sarà decisiva per il futuro la cultura della connessione: l’individualismo non porta da nessuna parte. Occorre riscoprire il valore sacro della natura, delle risorse del pianeta, e mettere in atto azioni che sappiano salvaguardarle in modo concreto».

(Fonte Orange – Gruppo Rem)