Una guida Epa per le emissioni di CO2

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barack obama

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Sulla base della decisione del 2007 della Suprema Corte degli Usa che stabiliva che l’anidride carbonica e gli altri gas serra devono considerarsi a tutti gli effetti: «inquinanti atmosferici», l’Epa (l’Agenzia americana di protezione dell’ambiente) ha potuto affrontare il problema delle emissioni dei gas serra, nell’ambito del suo ruolo istituzionale di regolamentazione della qualità dell’aria, in attuazione del «Clean Air Act» degli Usa. Con la decisione della Suprema Corte viene superata la necessità di ricorrere ad una apposita legislazione specifica sul clima e la lotta ai cambiamenti climatici per ridurre le emissioni di gas serra, cosa tanto più indispensabile dopo il recente fallimento del Presidente Obama di farsi approvare dal Congresso americano una legge sul clima che era stata già approvata dal Senato e che nell’ultima Conferenza (fallimentare) di Copenhagen aveva promesso di rendere operativa nel 2011.

Dopo una serie di iniziative regolamentari che hanno riguardato le emissioni degli autoveicoli, la predisposizione di rapporti contenenti il censimento delle emissioni, ecc., l’Epa ha approvato e pubblicato ieri una guida contenente «raccomandazioni» per la riduzione delle emissioni di gas serra negli Usa. A tal fine, la guida fornisce le istruzioni e le raccomandazioni da seguire da parte degli Stati e dei pubblici ufficiali responsabili delle autorizzazioni dei permessi di emissione nella costruzione di nuovi impianti energetici, raffinerie ed altri impianti emettitori di gas serra. Inoltre, la guida fornisce istruzioni per aumentare l’efficienza energetica degli impianti esistenti e per l’uso di combustibili e tecnologie a bassa emissione di anidride carbonica.

La guida, di 98 pagine, entra in vigore il 1° gennaio 2011, non sostituisce le leggi vigenti, ma fornisce il quadro di riferimento entro cui intraprendere un cammino virtuoso che porti gli Usa a ridurre sempre più le proprie emissioni di anidride carbonica e di gas serra.

Il successivo passo, e la speranza di tutti, è che la guida si trasformi quanto prima in regolamentazione coerente con gli obiettivi di riduzione delle emissioni per mantenere il surriscaldamento del pianeta al di sotto dei 2°C, come gli stessi Usa assieme alla Cina si sono impegnati a fare con l’accordo di Copenhagen. (V. F.)