Malattie rare e ricerca

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La ricerca in campo medico è la nostra speranza futura, l’aspettativa di vita che si allunga, la nostra salute assicurata. È la vera democrazia di uno stato interessato al benessere dei suoi concittadini. Di tutti indistintamente, soprattutto di coloro che soffrono di patologie fino ad oggi incurabili

 

 

Il 27 febbraio a Milano, in occasione della Giornata delle Malattie Rare del 28, promossa per l’Europa da Eurordis, prenderà vita una delle iniziative più appariscenti tra tutte quelle fortemente volute da Uniamo-Fimr, la Federazione italiana malattie rare.

«Raro» sta per infrequente, sporadico, introvabile, e questo significa difficoltà di informazione, impossibilità di cure mediche adeguate; ma «raro» è anche sinonimo di prezioso, perché di grande valore è l’apporto che queste malattie forniscono alla determinazione umana a trovare una cura appropriata ed allargare lo spettro delle soluzioni possibili a livello scientifico.

La ricerca in campo medico è la nostra speranza futura, l’aspettativa di vita che si allunga, la nostra salute assicurata. È la vera democrazia di uno stato interessato al benessere dei suoi concittadini. Di tutti indistintamente, soprattutto di coloro che soffrono di patologie fino ad oggi incurabili.

Purtroppo l’Italia che conosciamo toglie ossigeno ai ricercatori, taglia gli approvvigionamenti, li lascia morire lentamente di fame e di stenti, costringendoli ad espatriare.

E così il loro contributo alla società chiede il permesso di soggiorno altrove, ma non in patria.

Che grave perdita, che irreparabile errore.

Le malattie rare sono un mondo parallelo, un universo sommerso di indicibile sofferenza e solitudine.

Basterebbe che si proteggesse il malato con una promessa di guarigione, una luce in fondo ad un interminabile corridoio buio.

Scorgere la fine di un tunnel è tutto ciò che rimane a chi è costretto a vivere solo in parte la propria esistenza.

E spesso si parla di bambini: cuccioli dal grande coraggio e dall’inesauribile forza interiore.

Sosteniamoli sostenendo la ricerca.

Perché, nel continuo girare della giostra della vita, nessuno è davvero al sicuro.

E un giorno i prossimi potremmo essere noi.