In Giappone continua la contaminazione nucleare

71

Non c’è dubbio che la situazione sia grave nel raggio di una cinquantina di km, ed ancor più nel raggio di una quindicina di km. Pericoli dai reattori 2 e 3. Continuano le assicurazioni e anche le segnalazioni di pericolo dalle autorità

Un po’ la vicenda Libia, un po’ l’occhio alle prossime votazioni e al referendum, certo è che non si riesce ad avere più un’informazione continua e scientificamente corretta della situazione attuale in Giappone sulle centrali nucleari.

Che la situazione sia grave (nel raggio di una cinquantina di km, ed ancor più nel raggio di una quindicina di km), non c’è dubbio. Solo che in mancanza di notizie più certe sul reale stato dei reattori, sembrerebbe tutto sommato stabile, cioè non è ulteriormente peggiorata.

La Tepco, la Società di gestione dell’impianto nucleare giapponese di Fukushima, che si è distinta per la mancanza di informazioni, parla di «materiale radioattivo nell’acqua di mare» nei pressi della centrale. E gli organi di informazione, per non «disturbare» il mercato locale e quello dell’esportazione, si affrettano a dire che non ci sono pericoli per la salute ma i valori che sono al di sopra della soglia consentita non sono affatto normali.

E il pericolo c’è. Ricordate il tonno al mercurio proprio dal Giappone? Il problema dei pesci di grossa taglia è l’accumulo degli inquinanti, cioè fra qualche anno quanto mercurio avranno questi pesci che arriveranno in scatolette sui nostri tavoli?

Secondo la Tepco, lo iodio-131 è stato rilevato nei campioni di acqua pari a 126,7 volte il limite di concentrazione legale, mentre i livelli di cesio-134 si sono attestati a 24,8 volte e quelli di cesio-137, inoltre, a quota 16,5. Tracce di cobalto 58, infine, sono state rilevate anche in un campione di acqua prelevato nei pressi dell’impianto.

Altra preoccupazione è la pioggia dei giorni scorsi che ha fatto aumentare la radioattività I nuovi, alti livelli di iodio e di cesio radioattivi sono stati rilevati in 47 prefetture tra cui quella di Tokyo, 240 km a sud della centrale.

Altre particelle radioattive potrebbero arrivare dai reattori 2 e 3 dove è esaurita l’acqua delle vasche del combustibile.