Clima – Incerto il destino di Kyoto

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> Su Durban l’ombra degli indignati del clima

Si è aperta ieri a Durban (Sud Africa) la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima con una cerimonia ufficiale in cui hanno preso la parola Patricia Espinosa, la Presidente uscente della Conferenza precedente di Cancun (COP-16), Christiana Figueres, Segretario esecutivo della Unfccc, il vice presidente dell’Angola in rappresentanza dei Paesi sud africani, il presidente del Chad in rappresentanza dei Paesi del centro e nord Africa, e, infine, Jacob Zuma, presidente del Sud Africa come paesi ospitante ed organizzatore della Conferenza.

Poi sono state aperte le sessioni negoziali della COP-17, dove è stata eletta Maite Nkoana-Mashabane come presidente della attuale Conferenza, la Cop/Mop, cioè la Conferenza dei firmatari del Protocollo di Kyoto. Infine sono state aperte anche le sessioni negoziali degli organi sussidiari di supporto tecnico Sbsta e attuativo Sbi.
Nei discorsi di apertura tutti si sono augurati un grande successo a Durban, ma con diverse sfumature, ripetendo in pratica le già note posizioni negoziali, posizioni che appaiono, almeno in questa fase di inizio, del tutto inconciliabili, se non si continua a trovare una via di mediazione.

Nelle chiacchiere di corridoio, riportate dal resoconto ufficile Iisd, la preoccupazione maggiore è il protocollo di Kyoto e che destino possa avere dopo il 31 dicembre 2012. Poiché c’è anche la problematica questione sulla forma legale che debba avere il trattato globale di lungo periodo (la bozza preparata dal gruppo Agw-Lca), è probabile che i due problemi vengono collegati. In pratica, potrebbe diventare accettabile un impegno sul prolungamento del protocollo di Kyoto (nella forma emendata) in cambio di un impegno sul trattato globale di lungo periodo che sia legalmente vincolante.

Circola nei corridoi anche una voce, che sembra fondata, secondo la quale il Canada starebbe per presentare «disdetta» al protocollo di Kyoto che aveva ratificato (in base all’art. 27 dello stesso Protocollo). Probabilmente la «disdetta» verrà presentata nel caso in cui, nei prossimi giorni, si decida di proseguire il Protocollo di Kyoto con obblighi legalmente vincolanti. Gli Stati Uniti, invece, sulla base delle indiscrezioni trapelate in una Conferenza stampa di ieri pomeriggio, sembrerebbero orientati a prendere tempo, cioè a non prendere alcun impegno di alcun tipo, e a rimandare il tutto a dopo le prossime elezioni presidenziali (che ci saranno il 6 novembre del 2012) che, tra l’altro, coincidono anche con il rinnovo dei rappresentanti al Congresso ed al Senato. (V.F.)

I presenti

I partecipanti totali accreditati sono 14.570, di cui:

– 6.164 in rappresentanza dei governi di 192 paesi,

– 6 in rappresentanza di paesi che non fanno parte delle Nazioni Unite (Vaticano, Sudan del Sud e Palestina),

– 5.884 rappresentanti di 2.707 organizzazioni non governative,

– 1.091 rappresentanti di 95 organizzazioni intergovernative o facenti capo ad agenzie internazionali delle Nazioni Unite.

Infine, sono stati accreditati anche 1.423 giornalisti di 545 testate.

La delegazione italiana è presente con 53 delegati.