Clima – L’Italia di fronte alle scelte concrete

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Si sta perdendo troppo tempo

«Green economy» ed impostazioni generali delle aperture per il post-Kyoto sono buone credenziali, da parte dell’Italia, per avviare a soluzione un’intesa mondiale e tentare di fermare l’avanzata del riscaldamento globale.

Ma come fare nel concreto?

Ieri sera si è svolta la riunione Indaba, cioè la riunione informale ad alto livello con tutti i capi delegazione.

Si è arrivati ad una sintesi espressa come opzioni in una tabella. Ora su queste opzioni si devono esprimere i capi delegazione per arrivare alla sintesi finale. Il significato delle opzioni è il seguente:

L’opzione 1 è la più stringente e immediata. Il trattato di lungo periodo diventa un protocollo di attuazione legalmente vincolante con decisione da adottare il prossimo anno o al massimo al 2015. In questo caso un nuovo working group affiancherà il gruppo Agw-Lca per gli aspetti relativi al prolungamento del protocollo di Kyoto fino all’entrata in vigore del nuovo protocollo (trattato globale legalmente vincolante).

L’opzione 3 è invece quella più blanda. L’attuale gruppo di lavoro Agw-Lca completa (con calma) il processo della road map di Bali ed un nuovo gruppo di lavoro comincia a lavorare su un nuovo protocollo legalmente vincolante (trattato globale legalmente vincolante) per una data successiva al 2020. Nel frattempo si andrebbe avanti (prolungamento protocollo di Kyoto e altri impegni) solo con decisioni, volta per volta, della Cop.

Le opzioni intermedie 2a, 2b e 2c vanno dall’adozione di un protocollo che segue quello di Kyoto (il trattato globale) per farlo diventare legalmente vincolante nel giro dei prossimi 2 anni (simile all’opzione 1), oppure nel giro dei prossimi 5-7 anni, oppure dopo il 2020 (cioè simile all’opzione 3).

Ora bisognerà vedere nel concreto come si comporterà l’Italia.

Che cosa sceglierà?

– un protocollo di Kyoto volontario o non vincolante (aperto anche a Cina, Brasile ecc.) fino al 2015 e poi un trattato globale vincolante?
– un protocollo di Kyoto volontario e non vincolante (aperto anche a Cina, Brasile, ecc.) fino al 2020 e poi un trattato globale legalmente vincolante dopo il 2020?

E come finirà con la volontà di mantenere il surriscaldamento globale sotto i 2°C?

Questo obiettivo, infatti, implica la riduzione del 40% delle emissioni entro il 2020 rispetto al 1990 e di almeno 80% entro il 2050. Come si fa a ridurre le emissioni di ben il 40% in soli 5 anni (dal 2015 al 2020)?