150 anni del Servizio veterinario dell’esercito

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Dal dipartimento di veterinaria oggi dipendono due organismi esecutivi di eccellenza: il Centro veterinario militare di Grosseto, che dal 1996 ha ereditato le competenze della Scuola del Corpo veterinario di Pinerolo, e l’Ospedale veterinario militare di Montelibretti

La prima Scuola di Veterinaria italiana venne fondata con il solo scopo di garantire l’allevamento e la cura dei cavalli appartenenti alle scuderie reali ed ai contingenti dell’esercito sabaudo. Eravamo nel 1769, anche se le origini ufficiali risalgono solo al 27 Giugno del 1861, data in cui, con Regio Decreto, venne sancita la costituzione del Corpo Veterinario Militare. Nello stesso anno, il 17 Marzo veniva sancita l’unità d’Italia e il 4 Maggio quella dell’Esercito italiano.
La celebrazione del 150° anniversario della costituzione del Servizio veterinario dell’esercito si è svolta dunque lo scorso Giugno, presso il Centro veterinario militare di Grosseto, alla presenza delle più alte cariche militari e delle massime autorità civili e religiose della città toscana.
È evidente che l’attività veterinaria è stata da sempre ritenuta fondamentale nel sostegno logistico dell’Esercito italiano che, all’epoca della sua costituzione, basava la sua forza soprattutto sui reggimenti di Cavalleria e sui reparti ippotrainati. Per questa ragione, sin dagli inizi, il Corpo veterinario militare prese parte a tutte le campagne di guerra dell’Esercito italiano, meritando ben quattro medaglie d’oro al valor militare, numerose altre ricompense al Valore, benemerenze, onorificenze ed attestazioni.

Col tempo il lavoro del Corpo Veterinario è certamente cambiato, ma non si è sminuito. Basti pensare alla scomparsa del mulo dai reparti alpini, avvenuta soltanto agli inizi del 1990, ed alla forte contrazione numerica dei cavalli dell’Esercito.
Attualmente i servizi veterinari militari occupano un ruolo di primo ordine nell’ambito degli impegni nazionali ed internazionali delle Forze Armate. Nell’ultimo decennio, infatti, sono state sviluppate ed implementate nuove capacità operative, orientate ad affiancare l’esercito nelle sue nuove esigenze. È il caso, ad esempio, delle unità cinofile specializzate nella ricerca di ordigni esplosivi. Ma non solo. Oggi il Corpo veterinario militare sostiene tutte quelle attività di medicina preventiva finalizzate alla salvaguardia del patrimonio zootecnico nazionale, mediante adeguate misure di profilassi, ma anche alla tutela dei militari italiani ed alleati partiti in missione, nonché delle popolazioni assistite.

All’assistenza zooiatrica sono stati affiancati nuovi compiti, perfezionando ed innalzando i livelli di sicurezza logistica in materia veterinaria.
Dal dipartimento di veterinaria oggi dipendono due organismi esecutivi di eccellenza: il Centro veterinario militare di Grosseto, che dal 1996 ha ereditato le competenze della Scuola del Corpo veterinario di Pinerolo, e l’Ospedale veterinario militare di Montelibretti.
Queste istituzioni raggruppano tutte le diversificate e complesse attività proprie della veterinaria militare: l’assistenza zooiatrica specialistica in primo luogo, ma anche la formazione avanzata degli Ufficiali veterinari, il sostegno veterinario alle operazioni militari correnti, l’innovativo allevamento/addestramento del binomio cinofilo, la storica Scuola di Mascalcia (a Grosseto) ed il tradizionale compito di allevamento e doma del cavallo per le esigenze istituzionali delle Forze Armate.