In arrivo limitazioni per i circhi

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La risoluzione presentata dal Movimento 5 Stelle vieta circhi e mostre itineranti che sfruttano primati, orsi, grandi felini, otarie, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci diurni e notturni. L’Enpa: «passo importante, governo e parlamento siano altrettanto coraggiosi»

Emilia Romagna «off limits» per i circhi e le mostre itineranti che sfruttano primati, orsi, grandi felini, otarie, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci diurni e notturni. È quanto stabilisce una risoluzione presentata dal Movimento 5 Stelle e approvata a maggioranza dall’assemblea legislativa.

Per l’Ente nazionale protezione animali si tratta di un passo importantissimo, una possibile svolta dalle importanti conseguenze per il resto del Paese. «Con l’approvazione di questa risoluzione, la Regione, cogliendo il sentire della stragrande maggioranza dei cittadini, ha dato prova di grande coraggio – dichiara l’Enpa -. Ha confermato di sapere e volere continuare a svolgere un ruolo propulsivo su molte tematiche di natura sociale».

«Ci auguriamo – prosegue la Protezione animali – che anche le istituzioni nazionali, Governo e Parlamento, sappiano dare prova di altrettanta risolutezza e prendano atto che oramai i circhi sono istituzioni anacronistiche, prive di qualsiasi funzione sociale. Lo chiedono gli italiani, che, sempre più contrari allo sfruttamento degli animali, hanno dimostrato chiaramente tale volontà».

«La risoluzione approvata dall’assemblea risponde a tutta una serie di azioni di protesta che hanno caratterizzato l’Emilia Romagna tra la fine del 2011 e i primi mesi del 2012; anche a Parma la manifestazione promossa contro il circo ha suscitato un grosso riscontro – dichiara Lella Gialdi, presidente dell’Enpa di Parma e consigliere nazionale dell’associazione -. Ciò che personalmente mi ha fatto molto piacere è stata la collaborazione tra tutte le associazioni animaliste della regione, che si sono coordinate tra loro in modo stretto e unitario».

Secondo l’Enpa, i tempi sono maturi – lo testimonia il crescente numero di Paesi che hanno detto no ai circhi – per chiudere una volta per tutte le gabbie dei tendoni, accogliendo e riabilitando nei santuari tutte le specie detenute in cattività.

(Fonte Enpa)