Petrolio – La Basilicata come una gruviera

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L’Unmig sconfessa i dati del governatore lucano nella quale si indicano le cifre del petrolio lucano con ben 473 pozzi, di cui 68 attualmente attivi. A rischio i beni naturali, le sorgenti di acqua potabile utilizzate per usi civili ed agricoli

In una sala presso l’hotel Sirio di Villa d’Agri gremita di amministratori e soprattutto di cittadini si è tenuta ieri la prima giornata del Copams 2012, Conferenza Petrolio Ambiente e Salute, organizzata dalla Locomotiva della Val d’Agri con il supporto dei comitati dei cittadini e delle associazioni, non solo lucane, che si sono dati appuntamento in una due giorni fitta di temi e problematiche di interesse cruciale per la Val d’Agri e per l’intera regione.

I temi del petrolio, infatti, rappresentano, è stato detto, aspetti sensibili di una questione meridionale che ha connotazioni epocali ove si pensi all’uso del territorio ed agli impatti socio-economici, umani ed ambientali che possono provocare cambiamenti irreversibili nel già delicato tessuto delle comunità locali, così come hanno sottolineato le 72 associazioni firmatarie del documento «La Basilicata è gruviera petrolifera – L’Unmig sconfessa i dati del governatore lucano» nella quale si indicano le cifre del petrolio lucano con ben 473 pozzi, di cui 68 attualmente attivi.

Tra gli obiettivi del Copams 2012 vi sono gli approfondimenti sulle questioni ambientali, sociali e degli impatti sulla salute attraverso relazioni, testimonianze, a oltre 15 anni dall’inizio della vicenda petrolifera in Val d’Agri ed a oltre mezzo secolo dalle vicende della Val Basento, dove tutto ha avuto inizio. Altro obiettivo conoscitivo introdotto dai lavori ieri pomeriggio è quello di aver messo insieme le conoscenze umane e quelle scientifiche sui temi del petrolio, spesso oscurate da una informazione unilaterale e da una disinformazione funzionali alle compagnie petrolifere.

Il territorio della Basilicata, è stato detto, è fortemente minacciato da profonde trasformazioni imposte dalle compagnie petrolifere che contribuiscono ad erodere la già fragile coesione sociale e territoriale di una piccola regione interessata dallo spopolamento e dalla spoliazione istituzionale e dei servizi essenziali. Una spoliazione che non deve essere letta (è questo è emerso con forza in tutti gli interventi di ieri) come «disgrazie», bensì come un disegno pianificato a tavolino di occupazione del territorio regionale che è interessato per oltre i 2/3 da istanze di permesso di ricerca, permessi di ricerca, concessioni petrolifere (sono in tutto 51) mettendo. Concetto sintetizzato dall’art 16 della legge sulle liberalizzazioni del governo Monti che in cambio di ipotetici investimenti infrastrutturali di fatto trasforma la Basilicata ed il sud Italia in una servitù energetica ed in un hub petrolifero e gassifero.

Significativo in proposito è stato il contributo conoscitivo portato ieri da esponenti dei comitati ed associazioni pugliesi e campane che hanno testimoniato come la vicenda petrolifera non può essere circoscritta al solo territorio lucano ma rischia di condizionare in negativo anche le realtà socio-economiche ed ambientali delle regioni limitrofe. In sala, tra il pubblico, la presenza del presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo e dell’assessore all’ambiente, Vilma Mazzocco, con numerosi amministratori locali, alcuni dei quali hanno dato il loro contributo di esperienza al tavolo della Copams 2012.

I lavori proseguono oggi per tutta la mattinata sui temi «Il petrolio e la crisi agricola e industriale», «Il petrolio e la crisi ambientale e sanitaria» con l’analisi dei punti di crisi e le proposte scaturite dal convegno per un cambiamento delle politiche nazionali e regionale in materia di energia. Porteranno il loro contributo esponenti ed amministratori della Lombardia, dell’Abruzzo e del Vallo di Diano chiamati a dare un loro contributo all’iniziativa di legge di iniziativa popolare sugli aspetti ambientali delle attività estrattive e sulle proposte operative di controllo sanitario e di monitoraggio ambientali. La Copams si svolgerà nel pomeriggio di oggi anche con una sessione a Matera ove verranno affrontate questioni prioritarie per il futuro dei territori della Val Basento e del Metapontino, anch’essi interessati da ricerche ed estrazioni di idrocarburi.

(Fonte Olambientalista)