L’ambiente malato causa l’autismo

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Una malattia che sta diventando un’epidemia mondiale. La presenza di metalli pesanti, interagendo a livello molecolare, determina carenze di funzionamento dei vari organi interni e reazioni «irregolari» da parte dei neuroni. Tutto questo porta nei bambini il rischio dell’handicap autistico e negli adulti il rischio tumori

La conferenza tenuta a Capo Vaticano dal prof. Franco Verzella e dai dott. Francesco Cannavà e Renzo Ovidi, che da anni studiano con altri loro colleghi americani il fenomeno dell’autismo, ha lasciato profondamente turbati tutti gli astanti presenti all’assemblea nazionale di Accademia Kronos. In parole povere questi scienziati hanno capito che l’autismo è una sorta di risposta ad un ambiente esterno che ha sempre di più di tecnologico e di frenetica ricerca del Pil anziché di umano.

Nel 1800, da quello che si può dedurre da casi clinici dell’epoca, si registrava un bambino affetto da autismo ogni 80.000 individui. All’inizio del 1900 si registrava un bambino affetto da autismo ogni 5.000 individui, oggi i bambini autistici o persone incluse nello «spettro autistico» sono nel rapporto impressionante: uno ogni 80.

È questa la dimostrazione scientifica dell’aumento esponenziale di questo handicap del secolo, stessa cosa si può dire dell’altra malattia del secolo: il tumore.

In venti anni di studi l’équipe di scienziati medici americani ed italiani hanno compreso che la causa di questo stato mentale dei bambini è attribuibile soprattutto all’ambiente esterno e, addirittura, agli stimoli, all’alimentazione e allo stress materno già quando sono in stato embrionale. Poi, appena il bambino entra in contatto con il mondo, fino a tre anni di vita, lancia dei messaggi verso l’esterno per riceverne risposte varie, se le risposte non sono confacenti alle sue aspettative psicosomatiche, allora per il bambino inizia la fase di «rifiuto o negazione» del mondo, è inevitabilmente diventa autistico.

Soprattutto per il prof. Verzillo la causa scatenante sono i metalli pesanti che ormai, dall’avvento dell’era industriale ad oggi, sono diventati sempre più preponderanti nell’aria, nell’acqua e nei cibi che ingeriamo.

La presenza di questi elementi innaturali interagiscono a livello molecolare, fino a determinare carenze di funzionamento dei vari organi interni e reazioni «irregolari» da parte dei neuroni. Tutto questo porta nei bambini il rischio dell’handicap autistico e negli adulti il rischio tumori. Dall’avvento dell’era industriale ad oggi nell’ambiente si sono creati 50 milioni di elementi estranei all’evoluzione umana: prodotti di sintesi, metalli, come il mercurio diffusi nell’aria e nelle acque, fitofarmaci, veleni vari e antibiotici negli alimenti, ecc. ecc. Tutto questo non ha fatto altro che mandare in tilt molti sistemi immunitari insiti nei mammiferi, uomo compreso, facendo così aprire la strada ad un’altra piaga sanitaria dei nostri tempi: le malattie allergiche e le intolleranze alimentari.

Continuando su questa strada, secondo i medici presenti a Capo Vaticano, tra trent’anni avremo da affrontare un quadro sanitario globale apocalittico: una persona su tre affetta da tumori, un bambino su 10 da autismo, tutti malati di allergie e intolleranze alimentari, nonché affetti da nuove forme di malattie che oggi ancora non conosciamo. Un quadro impressionante in cui la medicina ufficiale ancora non ha lanciato un grido d’allarme. Forse non lo fa, questo è stato detto in assemblea, perché le multinazionali dei farmaci perderebbero grandi profitti.

Le strade per uscire fuori da quest’incubo, secondo questi scienziati, sono tre: prendere coscienza del problema e non «ficcare la testa sotto la sabbia»; migliorare lo stato di salute dell’ambiente naturale; definire, attraverso una semplice analisi conosciuta come mineralogramma del capello, quanti metalli pesanti e veleni abbiamo accumulato nel nostro corpo, dopodiché provvedere a disintossicarsi.

È questo anche un compito della politica, è stato detto in conclusione, non basta la caccia al pensionato che evade 100 euro per sopravvivere, né la difesa spasmodica, contro tutti e tutto, delle banche tedesche e delle «furbate» della Merkel e suoi seguaci, serve salvare la vita dei cittadini sia dal punto di vista economico, ma anche e soprattutto medico-sanitario.