La cliodinamica «predice» la prossima crisi

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Si basa su un insieme integrato di modelli matematici, capaci di simulare la dinamica di sistemi complessi, come sono i sistemi umani, utilizzando l’esperienza e le metodiche degli studi ecosistemici e dei cicli ecologici. Se negli ecosistemi la base di partenza è la catena trofica, nella cliodinamica la base di partenza è la catena storica

Analizzare e prevedere eventi storici, ora si può. Un professore dell’Università del Connecticut esperto di dinamiche delle popolazioni: Peter Turchin, in un articolo pubblicato nel fascicolo di luglio del Journal of Peace Research (v. 49, pag. 577-591), ripreso dalla rivista «Nature» del 1° agosto (v. 488, n. 7409) ha esaminato l’evoluzione delle instabilità politiche avvenute negli Usa tra il 1780 e il 2010. L’analisi del database, nel quale sono stati archiviati circa 1.600 eventi di violenza politica, atti di terrorismo, insurrezioni popolari, sommosse, ecc., ha evidenziato un trend che prevede, nell’anno 2020, un periodo di violenze politiche e di instabilità negli Usa. Ma, come è arrivato a questa conclusione? Mediante la cliodinamica, la scienza che studia le dinamiche degli eventi storici (Clio era la musa della storia nella mitologia greca) e che si basa su un sistema di opportuni modelli matematici.

Con i modelli di cliodinamica utilizzati sui 230 anni di dati analizzati, lo studioso ha ricavato le diverse componenti cicliche della serie storica (analisi delle frequenze spettrali) ed in particolare un’oscillazione secolare con due picchi di marcata stabilità socio-politica, una nel 19°secolo e l’altra nel 20° secolo. Sovrapposta a questa oscillazione secolare, c’è un’oscillazione più breve con periodo di circa 50 anni i cui picchi sono centrati sul 1870, il 1920 e il 1970.

Questi picchi sono, invece, caratterizzati da un’alta densità di eventi di violenza politica, corrispondenti alla forte instabilità politica esistente negli stessi anni. La correlazione tra picchi di violenza e forte instabilità politica era stata trovata per gli ultimi due secoli, anche se con periodi di oscillazione diversi, in precedenti studi condotti su altri popoli europei, come quello russo, quella francese e quella britannico.

L’oscillazione cinquantennale evidenziata per gli Usa avrà un nuovo massimo di violenze politiche attorno al 2020. Ecco perché, secondo Turchin, gli Usa andranno incontro alla scadenza di questo decennio a una situazione di instabilità socio-politica simile probabilmente a quella del 1970. Questa previsione, però, è confutata dagli storici che sono scettici sulla capacità della cliodinamica di studiare comportamenti umani collettivi con metodi scientifici.

La cliodinamica è una scienza relativamente recente. È nata circa 10 anni fa ad opera di alcuni ricercatori prevalentemente russi (anche Peter Turchin è di origine russa) che si sono posti il problema di capire perché le grandi civiltà del passato come quella greca, quella egizia, quella romana o altre, hanno avuto una fase di crescita, di massimo splendore e poi una fase di decadenza fino al collasso.

Le spiegazioni proposte dagli storici sono tantissime (fino a 200 nel caso dei romani), spesso in contrasto fra loro, ma tutte logiche e plausibili secondo i presupposti su cui si basano. Tante spiegazioni equivalgono a nessuna spiegazione. Il problema è che non si conoscono le complesse relazioni e inter-relazioni fra tutte le variabili sociali, economiche, politiche e istituzionali che erano in gioco nelle dinamiche evolutive di quei popoli. Questa mancanza di conoscenze non ci permette di stabilire i nessi di causa-effetto e di retroazione tra effetti e cause li hanno generati e, di conseguenza, non ci permettono di individuare i reali motivi più probabili di decadenza e di collasso, ma solo di ipotizzare spiegazioni plausibili.

Giambattista Vico, da filosofo, aveva osservato già tre secoli fa che la storia con i suoi «corsi e ricorsi» alterna fasi di progresso e fasi di decadenza che si ripetono, nel senso che ciò che si presenta di nuovo nella storia successiva è paragonabile per analogia a ciò che si è già manifestato nella storia del passato. Per Peter Turchin e gli altri ricercatori fondatori della cliodinamica, la storia, come per Giambattista Vico, rappresenta la scienza delle cose fatte dall’uomo e, allo stesso tempo, rappresenta l’evoluzione nel tempo dei comportamenti collettivi dei popoli artefici della loro storia. Studiare la storia con metodo scientifico e capire il perché di fasi cicliche ha una sua logica.

La cliodinamica si basa su un insieme integrato di modelli matematici, capaci di simulare la dinamica di sistemi complessi, come sono i sistemi umani, utilizzando l’esperienza e le metodiche degli studi ecosistemici e dei cicli ecologici. Se negli ecosistemi la base di partenza è la catena trofica, nella cliodinamica la base di partenza è la catena storica, una catena basata su quattro elementi di base: la struttura demografica (la popolazione e lo sviluppo demografico), la struttura socio-economica (la struttura sociale e le attività di sviluppo economico), la struttura dello stato (la forma di stato nazionale e l’organizzazione delle istituzioni) e infine la struttura politica (la stabilità o instabilità politica del governo o dei governanti). Ciascuna di queste variabili può essere misurata, con certi livelli di confidenza, in vari modi: capacità economiche, capacità militari, stato di salute, livelli di istruzione, servizi sociali, distribuzione della ricchezza e della povertà, ecc.

Questo sistema di modelli matematici, applicato preliminarmente ad alcune civiltà passate, ha dimostrato l’esistenza di varie oscillazioni con diverse frequenze. Le oscillazioni di lungo periodo (plurisecolari) mostrano che le società sono inizialmente stabili perché egualitarie dove domanda e l’offerta di lavoro sono bilanciate e la cooperazione è massima. Con la crescita della popolazione e lo sviluppo socio economico, la struttura della domanda e dell’offerta di lavoro (ma anche di beni e servizi) cambia e destabilizza lentamente, ma inesorabilmente, gli equilibri socio politici. Elementi principali di destabilizzazione diventano, a questo punto, le élite sociali e i centri di potere che sorgono sempre più numerosi e che entrano in conflitto fra loro. Oltre un certo limite di conflittualità, la struttura politica e istituzionale che rappresentava le condizioni di equilibrio, si sfalda portando al collasso tutto il sistema socio economico e politico. Dopo il collasso, si ricomincia da capo con una nuova società egualitaria. Sovrapposto a questo ciclo di lungo periodo, ve ne sono altri con frequenza maggiore ma di rilevanza sul breve termine, come, per esempio, il ciclo padre figlio: i padri partecipano alla vita politica e rispondono con violenza alle ingiustizie sociali, i figli invece vivono dell’eredità conquistata dai padri, ma nella più completa abulia politica. La generazione successiva dei nipoti ricomincia il ciclo.

La cliodinamica è, per ora, solo una sfida che considera la storia come oggetto di indagine scientifica per acquisire le conoscenze sulle dinamiche di evoluzione dei sistemi umani. Ma, come dicono gli esperti Enea sui sistemi complessi, la domanda di attualità che ci poniamo ora, dopo la Conferenza di Rio+20, è la seguente: la cliodinamica sarà in grado di diventare un valido supporto alla «green economy», che ha come finalità anche quella di eradicare la povertà che affligge tanti popoli della terra e di ridurre le disparità tra popoli ricchi e popoli poveri nell’accesso all’acqua, all’energia, al cibo, alle cure sanitarie e agli altri obiettivi di sostenibilità economica e sociale posti dalle Nazioni Unite?

(Fonte Enea – Eai)