Primo impianto, dalle alghe il biometano

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Tra un mese l’impianto dimostrativo Biowalk4Biofuels inizierà la produzione di energia elettrica e a febbraio del 2013 inizierà a produrre biometano, il prezioso biofuels da utilizzare per l’autotrazione

Dopo il convegno del 2011 svoltosi nella sede di Confindustria a Siracusa e l’incontro in Danimarca i partner italiani ed internazionali partecipanti al progetto BioWalk4Biofuels sono tornati a riunirsi ancora a Siracusa nella sede di Confindustria, oggi, e proseguiranno domani e sabato, per l’annuale Meeting di Progetto. L’evento vede impegnati in qualità di coordinatori i professori Silvano Simoni e Andrea Cappelli del dipartimento Icma – Università La Sapienza di Roma coadiuvati da una qualificata équipe di colleghi esperti nello studio delle alghe dell’università di Catania e del Conisma (COnsorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare) nonché da eccellenti giovani ricercatori esperti nello studio della biologia, della chimica, dell’ingegneria meccanica e da esperti e manager rappresentanti dei partner privati .

I 12 partner1 del progetto BioWALK4biofuels, coordinati dal team italiano, stanno realizzando nella rada di Augusta il primo impianto algale per la produzione di energia elettrica e biometano. La partnership è costituita da 9 Università e Istituti di Ricerca internazionali nonché aziende private italiane e straniere.

Il progetto, per l’eccellenza dell’idea scientifica e del partenariato coinvolto, è stato finanziato sul VII programma quadro della Ue per la ricerca scientifica europea in tema di energia rinnovabile, anno 2009, il quale investe per il progetto 3 milioni di euro al quale si somma un finanziamento privato di 1 milione di euro.

L’impianto, ubicato nella rada di Augusta, in località Pantano Danieli, occupa circa 800 mq a terra e 5.000 mq di specchio acqueo, concessi dal Demanio Marittimo per la realizzazione del progetto, ed è oramai quasi completo.

Tra un mese l’impianto dimostrativo Biowalk4Biofuels inizierà la produzione di energia elettrica e a febbraio del 2013 inizierà a produrre biometano, il prezioso biofuels da utilizzare per l’autotrazione.

L’esecuzione del progetto di ricerca coinvolge circa 50 persone tra ricercatori e tecnici specializzati e per la costruzione dell’impianto di Augusta sono state coinvolte anche imprese locali.

Le alghe utilizzate sono quelle tipiche del nostro mare (Ulva lactuga, la cosiddetta lattuga di mare coltivata in vasche galleggianti.

Il progetto di ricerca ottimizzerà le pratiche di coltivazione algale al fine di poterne garantire la produzione finalizzandola alla fitodepurazione delle acque marine e alla produzione di energia rinnovabile.

«Il progetto mira a dimostrare in ambito europeo – afferma il prof. Silvano Simoni coordinatore del progetto Biowalk4Biofuels – che è possibile trasformare un problema locale quale è la eccessiva presenza di sostanza organica disciolta in mare per cause antropiche, che spesso favorisce l’eutrofizzazione, in risorsa, qual è l’energia elettrica ed il carburante biometano». Tramite il progetto Biowalk4Biofuels si riescono a combinare quindi, positivamente, le ottime potenzialità di irraggiamento solare siciliano con la presenza eccessiva di sostanza organica disciolta in mare.

A differenza di tanti altri progetti pilota sulle alghe, il progetto BioWALK4biofuels integra le conoscenze biologiche e ingegneristiche dei partner, e riesce ad utilizzare al massimo rendimento la biomassa algale autoctona, cioè già presente naturalmente nei mari siciliani.

«Possiamo dire con orgoglio – dice l’ing. Elio Di Lella, Presidente di Ecoil – che è un primo esempio di bioraffineria marina. Nei prossimi 18 mesi l’impianto funzionerà in varie condizioni operative, in modo da poter giungere ad una applicazione industriale anche su scale più grandi con risultati garantiti».

«Non ci permettiamo di dire che questa sarà la soluzione energetica del futuro – sostiene l’ing. Di Lella – ma può dare un grande contributo alla diversificazione delle fonti energetiche del nostro paese. Questo impianto dimostra che è possibile produrre un biocarburante, il biometano, senza utilizzo di suolo né competizione con le colture alimentari o da mangimi animali, in una nazione come l’Italia in cui la rete di distribuzione del metano è la più estesa del mondo, per una volta, dunque, siamo avvantaggiati rispetto alle altre nazioni europee».

«Il progetto Biowalk4Biofuels – afferma il prof. Simoni – sicuramente dimostra come l’ingegneria italiana, a livello internazionale, si distingue per la creatività e l’innovazione scientifica, riuscendo a proporre e coordinare una iniziativa scientifica di elevata portata e complessità».

1 Università La Sapienza-Roma, Ecoil, Power Ventures, CoNISMa Consorzio Nazionale Interuniversitario Scienze del Mare, Dipartimento NERI dell’Università di Aarus (Danimarca), DTI Danish Technical Institute (Danimarca), CSMCRI Central Salt Marine & Chemical Research Institute (India), Aquagri (India), Riga Technical University (Lettonia), Haschemite University (Giordania) SGTS (Svezia), NGVA (Spagna)