Le foreste europee non assorbono più anidride carbonica

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foto Archivio Cisv

La loro capacità di assorbimento è sempre più ridotta e si teme che si esaurirà entro il 2030. Tra le cause principali del fenomeno la deforestazione e l’invecchiamento degli alberi, aggravato dal fatto che i tronchi morti o tagliati non vengono rimpiazzati. Partito un progetto di sensibilizzazione che in Italia è realizzato dalle ong Cisv, Cospe e Gvc che lavorano per informare i cittadini sul valore ambientale, sociale ed economico delle foreste e su come tutelarle a partire dalle proprie pratiche quotidiane

Le foreste europee stanno rapidamente raggiungendo il punto di saturazione nella loro capacità di assorbimento dell’anidride carbonica. A rivelarlo una recente ricerca pubblicata su «Nature Climate Change» secondo cui la saturazione completa avverrà molto presto, entro il 2030. Tra le cause principali del fenomeno la deforestazione e l’invecchiamento degli alberi, aggravato dal fatto che i tronchi morti o tagliati non vengono rimpiazzati. A ciò si aggiungono eventi più o meno naturali quali incendi, parassiti, cataclismi.

Le soluzioni possibili sarebbero di due tipi, come evidenzia nello studio il ricercatore olandese Gert-Jan Nabuurs dell’European Forest Institute: ridurre le emissioni di anidride carbonica, aumentate molto negli ultimi 10 anni soprattutto per la crescita delle economie emergenti (e arrivate a una concentrazione nell’atmosfera pari a quella di 3 milioni di anni fa) e incrementare al contrario la quantità di ossigeno presente nell’aria piantando nuovi alberi.

L’Europa sta anche cercando di rispondere all’emergenza facendo un lavoro di sensibilizzazione, soprattutto tra le nuove generazioni, per promuovere l’uso corretto e sostenibile delle foreste e delle risorse da esse derivate. In particolare, con il progetto «Educating to sustainable and responsible management of the forests in the world» si sta creando un network internazionale impegnato nella tutela forestale, che include enti, parchi, scuole, ong e associazioni ambientaliste di Italia, Spagna, Polonia, Romania, Malta. In Italia il progetto è realizzato dalle ong Cisv, Cospe e Gvc che lavorano per informare i cittadini (i giovani in primis) sul valore ambientale, sociale ed economico delle foreste e su come tutelarle a partire dalle proprie pratiche quotidiane.

Tra gli strumenti principali di questo lavoro di (in)formazione: laboratori nelle scuole, diffusione di un kit didattico multimediale per gli istituti secondari (libro + dvd tradotti in varie lingue) e la mostra itinerante «Se non la pianti… finisce!» realizzata dall’ong Cisv: una rassegna interattiva di foto, audio e video girati in Burkina Faso, Camerun, Brasile e Cile, che sensibilizzano sul tema dell’origine legale e sostenibile dei prodotti derivati dal legno (mobili, carta, imballaggi, carpenteria, giochi…) con una sezione di buone pratiche riguardanti in specifico l’Italia. La mostra (a basso impatto ambientale, leggera e adattabile per ogni allestimento) è disponibile su richiesta.