L’anidride carbonica sta aumentando più velocemente

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L’aumento annuo di concentrazione registrato nel 2016 risulta il più grande in 56 anni di ricerca ed è in parte dovuto al fenomeno climatico El Niño; l’impatto del fenomeno sulle concentrazioni, tuttavia, rappresenta solo una parte di una tendenza il cui motore principale è da attribuire alle emissioni di gas serra da attività umane. L’anidride carbonica rimane nell’atmosfera anche per decine di migliaia di anni, intrappolando il calore e causando il riscaldamento globale e le conseguenti condizioni climatiche estreme

CO2 2016

 

La concentrazione di anidride carbonica (CO2) nel corso del 2015 è salita di più di tre parti per milione (ppm), secondo quanto registrato presso l’osservatorio di Mauna Loa alle Hawaii dall’Agenzia federale statunitense che si occupa di meteorologia, Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration).
Il Mauna Loa Observatory è la più antica stazione di misura in continuo in tutto il mondo ed è ampiamente considerata un sito di riferimento nella rete dell’Organizzazione meteorologica mondiale che raccoglie i dati provenienti da stazioni situate in luoghi non inquinati di 50 paesi diversi.
La quantità di anidride carbonica in atmosfera è aumentata in media di 2 ppm all’anno negli ultimi 10 anni, raggiungendo nuovi livelli record ogni anno, secondo il Bollettino annuale dell’Organizzazione meteorologica mondiale.
Nei primi due mesi del 2016, la concentrazione media mensile di CO2 in tutto il mondo (non solo a Mauna Loa) ha superato il punto di riferimento simbolico di 400 parti per milione (a febbraio il livello era di 402,59 ppm).
L’aumento annuo di concentrazione registrato nel 2016 risulta il più grande in 56 anni di ricerca ed è in parte dovuto al fenomeno climatico El Niño; un altro anno in cui si è verificato un forte aumento di anidride carbonica in atmosfera è stato infatti il 1998, quando si verificò un altro picco del fenomeno El Niño. L’impatto del fenomeno sulle concentrazioni, tuttavia, rappresenta solo una parte di una tendenza il cui motore principale è da attribuire alle emissioni di gas serra da attività umane (e l’anidride carbonica è il più importante gas ad effetto serra emesso dalle attività umane).
L’anidride carbonica rimane nell’atmosfera anche per decine di migliaia di anni, intrappolando il calore e causando il riscaldamento globale e le conseguenti condizioni climatiche estreme: la siccità e le precipitazioni irregolari riducono infatti la capacità di assorbimento delle foreste, serbatoi naturali di carbonio, aumentando il rischio di eventi meteorologici estremi.
Il prossimo bollettino dell’Organizzazione meteorologica mondiale sulle concentrazioni di gas a effetto serra nel 2015 sarà pubblicato a novembre 2016.