Cop24, il ruolo strategico dei popoli indigeni

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Gli Yanomami sono il popolo indigeno relativamente isolato più grande dell’Amazzonia. © Fiona Watson/Survival

Le popolazioni indigene costituiscono meno del 5% della popolazione mondiale, ma tutelano l’80% della biodiversità mondiale

Ha preso il via la seconda settimana dedicata al clima a Katowice (Polonia). Nella Conferenza delle parti sui cambiamenti climatici (Cop24) si è tenuta una giornata dedicata interamente alle popolazioni indigene che sono tra le più vulnerabili al cambiamento climatico ma che di contro possiedono anche molte soluzioni per adattarsi a tali cambiamenti.

Le comunità locali, i popoli indigeni e la partnership dei governi nel processo di cambiamento climatico hanno concordato di avviare un gruppo di lavoro che aumenterà la conoscenza delle esperienze delle comunità locali e delle popolazioni indigene al cambiamento climatico e gli sforzi per rispondere ad esso.

Il gruppo di lavoro sarà composto da 14 membri e di questi metà saranno rappresentanti politici mentre l’altra parte sarà costituita da rappresentanti delle popolazioni indigene. Lo scopo della piattaforma sarà quello di preservare e rafforzare i sistemi di conoscenza indigeni e locali, migliorare l’impegno delle comunità locali e delle popolazioni indigene nel processo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc) integrando le considerazioni sulla politica alle azione sui cambiamenti climatici.

Le popolazioni indigene costituiscono meno del 5% della popolazione mondiale, ma tutelano l’80% della biodiversità mondiale. La risposta globale al cambiamento climatico richiede l’applicazione di tutte le migliori conoscenze disponibili, comprese le prospettive delle popolazioni indigene e delle comunità locali in prima linea nei cambiamenti climatici.

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Alla Cop24 in #TakeYourSeat si sono celebrate le #ClimateAction incontrando 4 progetti pionieristici che lottano per un futuro più sano e sostenibile. Agire sul #ClimateChange significa aria pulita, sicurezza alimentare e meno malattie.

È stata inoltre presentata la piattaforma #Biofuture che mira a costituire un meccanismo per il dialogo e la collaborazione tra paesi, organizzazioni, mondo accademico e settore privato, attori questi consapevoli della necessità di accelerare lo sviluppo incrementandolo di alternative moderne a basso tenore di carbonio. Durante l’evento di presentazione della piattaforma sono stati anche esposti i report «Creating the Biofuture» e «Renewables 2018». Tra gli eventi correlati, in #ActionHub, si è anche parlato di nuove tecnologie, eco-hotel, iniziative per il cambiamento.

E. S.