In Austria boschi come buone pratiche

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Nulla ci tocca più di ciò che è intatto

Non c’è traccia dei maltrattamenti nostrani. Urge recuperare quello che abbiamo perduto. Di fronte a ogni buon esempio straniero, però, ci sono sempre due possibilità. Rifiutarlo, cercando un proprio alibi negli errori altrui. Oppure imitarlo, per migliorarci, imparando dalle loro buone pratiche

Puntuale e impeccabile la nota di Franco Tassi che sta conducendo una lunga battaglia in favore dei boschi e degli alberi che stanno attraversando un attacco massiccio, silenzioso e nella totale indifferenza generale. La cultura e il rispetto della natura era una nostra conquista culturale e che stiamo stupidamente e colpevolmente perdendo. Questo «richiamo» è un invito a guardare oltre il cortile in cui politiche ciecamente populiste e nazionaliste ci stanno obbligando. L’Italia non è l’ombelico del mondo.

Mentre l’Italia, colpita dal contagioso virus «tree-kill», affetta dall’atavica sindrome contro-natura, drogata dal culto delle biomasse ed etero-diretta dall’Europalace finanziario, si affanna a spianare boschi, scorticare montagne, eliminare viali, fare criminal-potature; insomma, a tagliare e martirizzare quanti più alberi, rami e arbusti possibile; qualcosa di diverso sembra stia oggi avvenendo all’estero. In luoghi vicini e lontani, in Paesi che spesso ammiriamo e imitiamo, in realtà geopolitiche ricche o povere, semplici o evolute, dure o sensibili… Per capirlo meglio, abbiamo voluto constatare ciò che realmente avviene, andando di persona, o ricercando le notizie circolanti in rete e nei canali mediatici.

Ecco una prima sintesi…

Inserto WaldAnzitutto siamo stati in Austria, Paese molto ricco di boschi, subito sommersi dalla parola Wald, che vuol dire appunto Bosco. Sfogliamo un quotidiano, ed ecco che ne spunta fuori un opuscolo illustrato pieno di informazioni intitolato, appunto, Wald, dove si incontrano motti e aforismi come Das Wald lässt uns nicht kalt (Il Bosco non ci lascia freddi), Der Wald ist die Zukunft (Il Bosco è il Futuro), Der Wald als Muse, Künst in der Natur (Il Bosco come Museo, Arte nella Natura), Viele Bäume, schöne Träume (Molti Alberi, splendidi Sogni), Neue Triebe und mehr Liebe (Nuovi Desideri e più Amore), e via dicendo… E come se non bastasse, una scena di natura intatta, con un gioco di parole: Nichts berührt uns, wie das Unberührte [Niente ci tocca (colpisce) di più, di ciò che è intoccato (intatto, inviolato)].

Non staremo forse sognando? Proviamo allora a controllare direttamente ciò che avviene sul campo, e andiamo al Nationalpark Kalkalpen (Parco Nazionale delle Alpi calcaree), tra montagne solenni e fitte foreste. Lo avevamo visitato anni fa, azzardando l’ipotesi della presenza della fantomatica Lince, che vi avrebbe trovato certamente un ambiente adattissimo. Ma al Parco ci avevano risposto: no, non abbiamo prove della sua presenza, solo qualche incerta segnalazione, tutta da verificare. E oggi? Ecco la rivista del Parco, con un bel bosco in copertina, e il titolo Abenteuer Wildnis (Avventura Natura selvaggia), vi cerchiamo invano accenni a piani di taglio, testi unici forestali, accorpamenti di Guardie Forestali, convenzioni con Federlegno e Assomobili… Ma come sono arretrati questi stranieri! Qui si parla solo di boschi naturali, di valloni impenetrabili, di fiori rari e di fauna straordinaria.

Parco Alpi Calcaree LinceNiente progetti di strade, impianti sciistici, villette e condomini, abbattimenti selettivi di animali… E, colmo dei colmi, neanche un sublime «volo dell’angelo», e neppure una centrale a biomasse. Siamo allora tornati alla candela, al Medioevo? Ma davvero la gente vuole venire qui per fare escursioni a piedi o in bicicletta, senza fuoristrada, motocross, e neppure un quad? Incredibile! Poi, la vera sorpresa arriva alla fine, quando scopriamo il nuovo Luchs Trail – Durch Österreichs wilde Mitte (Sentiero Lince – Attraverso il cuore selvaggio dell’Austria). Insomma, non solo il Parco ha accertato l’effettiva presenza del Felino, ma offre agli eco-escursionisti la possibilità di un’emozionante escursione guidata alla ricerca delle sue tracce Im Reich des Luchses (Nel Regno della Lince)!

Qualcuno ci stimola a seguire questi singolari «esempi virtuosi», sarà il caso? E poi, andando a indagare, siamo sicuri che i Paesi stranieri non abbiano anche loro qualche scheletro nell’armadio degli alberi e dei boschi?

Attenzione, però, nessuno intende «santificare» modelli esteri, né vuol far passare la loro politica ambientale per immacolata. Di fronte a ogni buon esempio straniero, però, ci sono sempre due possibilità. Rifiutarlo, cercando un proprio alibi negli errori altrui. Oppure imitarlo, per migliorarci, imparando dalle loro buone pratiche. Noi propendiamo per questa seconda soluzione. E continueremo il nostro lungo viaggio, cercando ovunque altri buoni esempi ai quali ispirarci.

 

Franco Tassi