Clima, una mano dalle Zea

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Approvate definitivamente le Zone economiche ambientali. Nelle Zea possono essere concesse forme di sostegno alle nuove imprese ed a quelle già esistenti che avviano attività imprenditoriali o investimenti incrementali compatibili con le finalità di riduzione di emissioni in atmosfera, utilizzando le risorse provenienti dalle aste per lo scambio di quote di gas serra

I Parchi nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia diventeranno Zone economiche ambientali (Zea). La previsione, già contenuta nella bozza del Decreto-Legge «Clima» circolata dopo l’estate e di cui «Villaggio Globale» se ne era occupato, era scomparsa nel testo approvato dal Governo ed inviato al Parlamento. È stata poi reintrodotta nel corso della conversione in legge avvenuta il 10 dicembre scorso. Il Decreto-Legge convertito è entrato in vigore il 15 dicembre scorso ed istituisce in ciascun Parco nazionale le Zea, omologhe delle Zone economiche speciali (Zes) ma prive di una serie di vantaggi fiscali a queste ultime riconosciuti.

Nel testo definitivamente approvato dal Parlamento sono scomparsi gli strumenti di accelerazione dei procedimenti amministrativi relativi ad investimenti pubblici e privati nelle Zea, perché probabilmente ritenuti poco efficaci per come previsti, ed una serie di altre misure di incentivazione alle imprese anche attraverso concessione di contributi economici. Eliminati gli incentivi fiscali all’efficientamento energetico degli edifici per i cittadini residenti nelle Zea. Scomparsa anche la disposizione contenuta nella bozza di decreto per cui i beni demaniali presenti nei territori del Parchi nazionali (non utilizzati per la difesa e per la sicurezza nazionale e non già concessi a terzi) sarebbero potuti essere affidati agli Enti di gestione in concessione gratuita per nove anni rinnovabile automaticamente.

Nelle Zea possono essere concesse forme di sostegno alle nuove imprese ed a quelle già esistenti che avviano attività imprenditoriali o investimenti incrementali compatibili con le finalità di riduzione di emissioni in atmosfera, utilizzando le risorse provenienti dalle aste per lo scambio di quote di gas serra.

Le risorse finanziarie disponibili non sono conosciute e la condizione posta per il beneficio è che le imprese mantengano la loro attività nella Zea per almeno sette anni dopo il completamento dell’investimento, pena la revoca dei benefìci concessi, purché non siano in stato di liquidazione o di scioglimento.

Le attività dovranno essere coerenti, almeno questo, con le finalità della legge quadro sulle aree protette (la n. 394/1991). Fino al 2022, una quota dei proventi delle aste è destinata a contributi in favore delle micro, piccole e medie imprese che svolgono non meglio definite «attività economiche eco-compatibili» con sede legale e operativa nei comuni che hanno almeno il 45% della propria superficie in una Zea (cioè in un Parco nazionale).

Da una rapida verifica, nella Zea Parco nazionale dell’Alta Murgia l’unico comune interessato dagli effetti del Decreto sarà Ruvo di Puglia; in quella del Parco nazionale del Gargano, tra i principali, Monte S. Angelo, San Marco in Lamis, Vieste, San Giovanni Rotondo, Cagnano Varano.

 

Fabio Modesti