Per non dimenticare le Zone umide

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Carloforte Fenicotteri

Il 2 febbraio la Giornata mondiale. Sono aree ricche di biodiversità e sono l’habitat di una fitta varietà di specie vegetali e animali ma gli ultimi studi di settore evidenziano come ci sia un declino globale della biodiversità con le zone umide che stanno scomparendo tre volte più velocemente delle foreste

Si terrà il 2 febbraio la Giornata mondiale delle zone umide Giornata mondiale delle zone umide, giornata voluta per sensibilizzare il ruolo vitale delle zone umide per le persone e il nostro pianeta e che segna la data dell’adozione della convenzione sulle zone umide avvenuta il 2 febbraio 1971, nella città iraniana di Ramsar, sulle rive del Mar Caspio.
Le zone umide e la biodiversità sono il tema del 2020, un tema importante che rappresenta un’opportunità unica per evidenziare la biodiversità delle zone umide, il suo stato, perché è importante e necessario promuovere azioni per invertire la sua perdita.

Le zone umide sono ricche di biodiversità e sono l’habitat di una fitta varietà di specie vegetali e animali ma gli ultimi studi di settore evidenziano come ci sia un declino globale della biodiversità con le zone umide che stanno scomparendo tre volte più velocemente delle foreste.

Le zone umide sono aree di terra che sono saturate o inondate di acqua in modo permanente o stagionale; le zone umide interne includono paludi, stagni, laghi, fiumi, pianure alluvionali, quelle costiere comprendono paludi di acqua salata, estuari, mangrovie, lagune, barriere coralline e infine quelle create dall’uomo sono gli stagni di pesce, le risaie e le saline.

Le zone umide rimuovono gli inquinanti con la peculiare biodiversità che permette di mantenere pulite le acque, le barriere coralline e le mangrovie proteggono la costa rappresentando una barriera da anteporre alle tempeste, le torbiere accumulano il 30% di carbonio sulla terra rappresentando un necessario regolatore del clima, le zone umide aiutano a creare le condizioni di vita essendo loro stesse grandi incubatori di biodiversità, assorbono e trattengono l’acqua rappresentandone un serbatoio naturale, oltre un miliardo di presone vivono dei frutti delle zone umide, il 40% delle specie animali vive o si riproduce nelle zone umide, luoghi che forniscono pesce, riso, alghe, tutti elementi necessari per il nostro approvvigionamento alimentare e infine rappresentando anche un’importante fonte di turismo.

In Italia tante le attività in programma, visite e iniziative organizzate nelle Oasi Wwf. In Valle Averto si parlerà del progetto Life forestall, al Lago di Alviano un esperto ornitologo farà una check list degli uccelli svernanti, a Vanzago si conosceranno i laghi e gli stagni, a Persano si avrà modo di conoscere la lontra, la regina del fiume Sele e protagonista indiscussa della giornata, alle Cesine si osserverà l’avifauna e si potrà prender parte al laboratorio «gli uccelli d’inverno», a Ripa Bianca di Jesi si riaprirà al pubblico la riserva per una stagione dedicata alla natura, al fiume, al rispetto, alle emozioni, al Litorale Romano si costruiranno mangiatoie per uccelli, all’Oasi Wwf Padule e Orti Bottagone si osserveranno fenicotteri rosa, falchi di palude, falchi pescatori, spatole, mestoloni, fischioni e infine al Lago di Burano e Orbetello si potrà partecipare anche ad un workshop di fotografia naturalistica.

Una giornata in cui essere tutti protagonisti #WetlandBiodiversityMatters organizzando ad esempio un evento, sensibilizzando l’opinione pubblica, organizzando discussioni a tema.

Elsa Sciancalepore