Metti l’intelligenza artificiale in acquacoltura

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Si chiama Agape la soluzione che hanno inventato

Il progetto nasce grazie all’idea di Milcoop con il sostegno di Federpesca, Consorzio Gargano pesca, l’Università greca del Peloponneso e la tedesca Focos. Agape, non solo come risultato di un acronimo, ma anche come concetto di amore universale, dove tanti singoli io entrano a far parte di un tutto e diventano noi a beneficio di tutti

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Milena Marzano e Michela Cariglia

La fase operativa è prevista in avvio a febbraio, ma il cuore pulsante di Agape (Aquaculture Global AI Platform for Europe’s Skills Passport) è già attivo. Il lavoro non manca, sia come relazioni, sia tecnico, per permettere ad imprese e privati cittadini di poter utilizzare una piattaforma che promuove la transizione da un tradizionale sistema di acquacultura ad un approccio più globale, verso una economia circolare, dove poter incrociare conoscenze ed esperienze.

«Il progetto nasce grazie all’idea di noi di Milcoop con il sostegno di Federpesca, Consorzio Gargano pesca, l’Università greca del Peloponneso e la tedesca Focos — spiega Milena Marzano, project manager di Milcoop, che con Luca Ottomanelli non risparmia risorse ed energie —. Si tratta di una piattaforma che sarà in grado, grazie ad un sistema di intelligenza artificiale, di ricevere curriculum e incrociare competenze che potranno essere adeguatamente formate per far fare all’acquacultura quel salto che le possa permettere di diventare un pilastro nella transizione ecologica. Oggi l’acquacultura è un settore troppo limitato, anche per questo abbiamo deciso di sperimentare il sistema in questo ambito economico, per cambiarne un approccio ancora troppo rigido ma ricco di potenzialità. Agape mette insieme i pezzi, per le imprese, per gli inoccupati in cerca di un lavoro, per le donne che cercano nuove opportunità, e individua percorsi formativi partendo dalle vocazioni delle persone. Suggerisce dove a livello europeo le singole competenze sono più richieste e dove si può trovare la più idonea formazione a raggiungere gli obiettivi».

Agape è tra i progetti più innovativi selezionati e promossi dall’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (Eit food) e premiato questa estate con il Magna Grecia awards come idea più sostenibile.

«Con Agape puntiamo a promuovere un nuovo modo di pensare le persone e le loro competenze — spiega la Marzano —. Siamo abituati a pensare il lavoro come qualcosa di pesante, un trabajo per dirla alla spagnola, mentre invece deve essere gioia di vivere. Solo così si sprigionano le migliori energie per avviare il cambiamento».

«E l’acquacultura è uno dei settori che più di altri può guidare un cambiamento sostenibile — sottolinea Michela Cariglia, direttrice del consorzio Gargano pesca —. Pensiamo alla nostra Puglia con le sue coste, qui non c’è solo l’agricoltura da valorizzare, ma anche come saper usare la risorsa mare e in maniera di non arrecare danno all’ambiente e garantendo un futuro ai nostri figli».

«Inoltre con Agape puntiamo ad abbattere alcuni stereotipi — continua la Marzano —: che la sostenibilità non è così costosa come si racconta, che la transizione può essere un percorso semplificato se si raccolgono le competenze umane e si mettono a frutto».

E a questo punto forse si capisce il perché del nome Agape, non solo come risultato di un acronimo, ma anche come concetto di amore universale, dove tanti singoli io entrano a far parte di un tutto e diventano noi a beneficio di tutti.

 

Margherita Schena