I cambiamenti climatici costano 18 milioni di miliardi di dollari

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Se volessimo fermare entro il 2100 gli effetti sul clima indotti dalle attività umane e contenere i gas serra a livelli «non pericolosi» di interferenza umana con il sistema climatico

I Cambiamenti climatici rappresentano un problema da 18 milioni di miliardi di dollari, l’equivalente di 600 volte la somma dei prodotti nazionali lordi di tutti i Paesi del mondo.
È questo il costo stimato della riduzione dei gas serra, e riportato in un servizio della Reuters, se volessimo fermare entro il 2100 i cambiamenti climatici indotti dalle attività umane e contenere i gas serra a livelli «non pericolosi» di interferenza umana con il sistema climatico. Ma tutto dipende dal significato di livelli «non pericolosi», un significato che assume il carattere di un giudizio politico, dice R. Pachauri, Presidente dell’Ipcc. Per esempio: non pericolosi erano i livelli di 280 ppm di un secolo fa, quando le emissioni antropiche di anidride carbonica in atmosferica erano relativamente trascurabili? Oppure non pericolosi sono i livelli attuali di 370 ppm quando le emissioni antropiche sono circa doppie di quelle che sono le capacità naturali di assorbire l’anidride carbonica? Oppure non pericolosi saranno quelle di 450 o di 550 ppm che si prevede possano verificarsi fra qualche decennio?
Tutto dipende da un giudizio di accettabilità sociale, cioè se e quanto siamo disposti a ritenere come accettabili le conseguenze negative ed i danni derivanti dai cambiamenti climatici in atto e da quelli futuri, in relazione ai benefici che otteniamo o pensiamo di ottenere utilizzando i combustibili fossili. Il Presidente Ipcc sottolinea il fatto che la scienza può dire per esempio se, quando e dove l’innalzamento del livello del mare avrà luogo, quali e quanti danni ne deriveranno sulle coste, sulle barriere coralline, ecc.
La scienza può dire se, quando e come aumenteranno o diminuiranno le precipitazioni ed i danni che ne conseguiranno in termini di disponibilità d’acqua nelle diverse parti del mondo. E così via. Ebbene, con queste informazioni, i politici non hanno già sufficienti elementi per decidere se e quanto ciò sia pericoloso? E poi i 18 milioni di miliardi di dollari non sono riferiti ad un solo anno finanziario, ma ad un arco di tempo di 50-100 anni, il che equivale mediamente a 1-2% del prodotto nazionale lordo dei singoli Paesi e quindi non incisivo sullo sviluppo.
La Russia, non è d’accordo, così come gli Usa. Gli Usa avevano già fatto sapere che il costo di attuazione degli impegni di Kyoto è eccessivo per l’economia americana e che alla fine il beneficio sarebbe irrisorio per il clima: una riduzione che sarebbe di soli 0,15°C in meno della crescita della temperatura rispetto all’aumento previsto che sarà complessivamente tra 1.4 e 5.8 °C.