Gli oceani stanno morendo per troppa CO[P]2[/P]

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Hanno finora assorbito circa la metà di tutte le emissioni di anidride carbonica emesse dalle industrie di tutto il mondo a partire dalla rivoluzione industriale di circa due secoli fa. Ma gli oceani si acidificano e la vita degli organismi marini viene minacciata

In una serie di articoli apparsi sul numero odierno di «Science», viene analizzato il ruolo dell’oceano come assorbitore dell’anidride carbonica atmosferica ed in particolare di quella emessa dalle attività umane che stanno provocando il riscaldamento climatico.
I risultati acquisiti dicono che, allo stato attuale, gli oceani hanno finora assorbito circa la metà di tutte le emissioni di anidride carbonica emesse dalle industrie di tutto il mondo a partire dalla rivoluzione industriale di circa due secoli fa. Tuttavia, questo assorbimento non è stato indolore ma sta via via producendo una acidificazione degli oceani che ora pone rischi per gli esseri viventi marini e per gli equilibri ecosistemici nel mare.
La concentrazione di anidride carbonica atmosferica è aumentata da 280 ppm che era agli inizi del 1800, agli attuali valori di 380 ppm, con un tasso di incremento medio dell’1,8% per decennio che, però in questi ultimi decenni è diventato più che doppio. Tuttavia questo aumento di concentrazioni è stato inferiore a quanto avrebbe dovuto esserci, perché nel frattempo sia gli ecosistemi vegetali terrestri, ma soprattutto gli oceani, hanno provveduto a sottrarre anidride carbonica dall’atmosfera.
Per valutare quanta anidride carbonica è stata sottratta all’atmosfera dagli oceani un team di scienziati di varie nazionalità, soprattutto americani, usando tecniche chimico fisiche e misure chimiche, sono riusciti a quantificare l’assorbimento complessivo degli oceani, dopo dieci anni di intensa attività di ricerca in cui hanno analizzato le acque oceaniche girovagando per tutti gli oceani del mondo.
Tale assorbimento oceanico, tra il 1800 ed il 1994, ammonta a circa 120 miliardi di tonnellate di carbonio equivalenti a 440 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Poiché dal 1880 al 1994 le emissioni totali provenienti dalle industrie ammontano a circa 250 miliardi di tonnellate di carbonio ( cioè 910 miliardi di tonnellate di anidride carbonica), questo vuol dire che l’oceano ha assorbito complessivamente circa il 48% di tutte le emissioni industriali mondiali di anidride carbonica emesse tra il 1800 ed il 1994.
Di questa quantità assorbita, una parte rimane disciolta in acqua ed una parte si trasforma in sostanza organica e poi successivamente, attraverso processi biogeochimici, in sostanza inorganica che viene depositata sui fondali del mare come carbonato di calcio.
La parte depositata in fondo agli oceani corrisponde a circa di 0,5 miliardi di carbonio per anno (1,8 miliardi di tonnellate di anidride carbonica per anno) sottratti dall’atmosfera e, stanti gli equilibri tra atmosfera, oceano e sedimentazione oceanica, questo induce a valutare che circa un terzo (ma probabilmente anche più) di tutto quanto è stato assorbito dagli oceani negli ultimi due secoli, ora giace in fondo al mare come carbonato di calcio.
La parte disciolta in acqua (che non si trasforma in sostanza organica e che non viene depositata in fondo agli oceani come sostanza inorganica), a sua volta, si trasforma in acido carbonico il quale, essendo appunto un acido anche se debole, non solo attacca il plankton, i gusci degli animali invertebrati e lo scheletro di quelli vertebrati, ma tende ad acidificare le acqua marine. L’acidificazione delle acque marine rappresenta un grosso rischio non solo per le specie che direttamente possono essere attaccate dai processi di acidificazione, ma per gli stessi equilibri ecologici marini. Poiché la concentrazione in acqua dell’anidride carbonica, e quindi la possibilità che possa trasformarsi in acido carbonico dipende anche dalla temperatura del mare, i processi di acidificazione vanno a colpire proprio lì dove più è intensa l’attività biologica e quindi l’effetto deleterio ne viene amplificato.
(16 Luglio 2004)