Analisi a ultrasuoni per le «Mura Aureliane»

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Sensori di emissioni acustiche per monitorare lo stato di salute della struttura capitolina. Una procedura già applicata, con successo, per osservare vulcani, fenomeni geotermici e terremoti, per studiare leghe metalliche e calcestruzzi, mentre sono in corso ulteriori studi per le possibili applicazioni alla prevenzione dei movimenti franosi e al flusso dei ghiacciai

Le Mura Aureliane di Roma diventano un «laboratorio» di ricerca e il Consiglio Nazionale delle Ricerche mette a disposizione gli strumenti. L’Istituto di acustica (Idac) del Cnr ha messo a punto la metodologia di indagine diagnostica per studiare l’evoluzione dei materiali che compongono le mura.
«Si tratta di sensori di emissioni acustiche a diverse frequenze – spiega Giovanni Gregori, ricercatore dell’Idac-Cnr – e la tecnica è basata sull’«ascolto» degli ultrasuoni emessi dalla struttura. Una tecnica già applicata, con successo, per monitorare vulcani, fenomeni geotermici e terremoti, per studiare leghe metalliche e calcestruzzi, mentre sono in corso ulteriori studi per le