La qualità delle acque del fiume Arno e dei suoi affluenti

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Rispetto al biennio 2002-2003 si registra una tendenza al miglioramento dello stato ecologico in alcune stazioni del bacino dell’Arno nella provincia di Firenze, fra cui quella di Camaioni

E’ stato recentemente predisposto ed inviato agli enti interessati, il rapporto, predisposto dal Dipartimento di Firenze dell’Arpa Toscana, sulla qualità delle acque del fiume Arno e dei suoi principali affluenti nella provincia di Firenze, elaborato sulla base dei dati relativi agli ultimi 3 anni di attività di monitoraggio (2002-2004). Oltre a fornire il quadro attuale sullo stato di qualità della risorsa idrica e della sua evoluzione, in forma sintetica e facilmente fruibile, di una parte consistente del bacino dell’Arno, vuole rappresentare uno strumento di riflessione per l’ottimizzazione dei controlli e di valutazione per gli interventi di risanamento.
La qualità dell’acqua del fiume è valutata sulla base di tre tipologie di indicatori: il Lim (Livello di inquinamento espresso dai macrodescrittori); l’Ibe (Indice Biotico Esteso) ed il Seca
(Stato ecologico di un corso d’acqua). Per misurare il LIM si prendono in esame i parametri chimico fisici e microbiologici di base relativi al bilancio dell’ossigeno e allo stato trofico. In particolare si analizzano sette parametri macrodescrittori: tasso di ossigeno in saturazione, Bod5 ,Cod, Azoto ammoniacale, Azoto nitrico, Fosforo totale, Escherichia coli. L’indice Ibe consente di formulare diagnosi di qualità di acque correnti sulla base delle modificazioni prodotte nella composizione delle comunità di macroinvertebrati a causa di fattori di inquinamento o di significative alterazioni fisiche dell’ambiente fluviale. Tali comunità costituiscono un ottimo indice di qualità in quanto ognuna di esse ha una diversa sensibilità alle modificazioni ambientali con differenti ruoli ecologici; inoltre, avendo cicli vitali relativamente lunghi, permettono di rilevare, nel tempo, gli effetti dovuti all’insieme dei fattori di stress ambientale. Da una valutazione incrociata dei risultati ottenuti del Lim e dell’Ibe, scegliendo il peggiore dei due, si ottiene lo stato ecologico, anch’esso suddiviso in 5 classi. Nel rapporto sono contenuti i dati per gli anni 2002, 2003 e 2004 rilevati in tre punti di campionamento particolarmente rappresentativi (Figline, Rosano e Camaioni), sia per quanto riguarda i macrodescrittori chimici che per gli indicatori (Lim, Ibe, Seca). Inoltre, per questi punti sono anche indicati in dettaglio i dati relativi ai metalli ed ai pesticidi.
Il rapporto, quindi, prende in esame i principali affluenti del fiume (Bisenzio, Greve, Mugnone, Ombrone, Pesa, Sieve). Rispetto al biennio 2002-2003 si registra una tendenza al miglioramento dello stato ecologico in alcune stazioni del bacino della Arno nella provincia di Firenze, fra cui quella di Camaioni. Il crescente grado di depurazione delle acque reflue urbane della area fiorentina e la regimazione delle portate, garantite dall’invaso di Bilancino, può aver influito positivamente sulla qualità delle acque a valle della città, tuttavia la prudenza consiglia di attendere l’esito dei rilevamenti del 2005 per confermare l’eventuale andamento positivo. Nella maggior parte delle stazioni nel 2004 si confermano i dati di qualità (come Seca) del biennio precedente, sia scadente che sufficiente. In generale l’obiettivo di qualità «buono», che i corpi idrici dovranno raggiungere entro il 2016, rimane ancora decisamente lontano. Non è ancora stato misurato lo stato di qualità ambientale
(Saca) dei corsi d’acqua, non essendo ancora iniziati i monitoraggi per verificare i livelli di inquinamento della maggior parte delle sostanze pericolose individuate dal Dm 367/2003, per le quali sta per concludersi un’indagine conoscitiva condotta in ArpaT, in accordo con la Regione Toscana, durante il biennio 2004-2005.
Nel 2006 dovrebbe iniziare la campagna di monitoraggio vera e propria su un numero di sostanze pericolose selezionate sulla base dei risultati dell’indagine. Solo allora, con i dati dello stato chimico ricavati dai risultati del monitoraggio sulle sostanze pericolose, potremo effettuare la classificazione dello stato di qualità ambientale. Nel corso del 2005, nel Dipartimento di Firenze, è iniziata una campagna di monitoraggio, che proseguirà anche nel 2006, nel tratto fiorentino dell’Arno, con lo scopo di valutare la qualità delle acque, in modo più dettagliato di quanto non sia stato possibile fino ad oggi, disponendo di un solo punto di prelievo individuato dalla Regione Toscana, a valle di Firenze (Montelupo – Camaioni), influenzato dagli apporti dei fiumi Bisenzio e Ombrone, con possibile effetto mascherante. Attraverso un monitoraggio chimico e biologico più frazionato ci attendiamo di ottenere una migliore valutazione degli effetti della depurazione delle acque e del graduale risanamento del fiume nel tratto metropolitano.

(Fonte Arpa Toscana)