Sostenibilità – Il Pianeta guarda a Cina e India

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«Il futuro ambientale, economico e sociale della Cina e dell’India rappresenta una sorta di test significativo per l’intero futuro dell’umanità», sostiene Gianfranco Bologna, curatore dell’edizione e direttore scientifico Wwf Italia

La sensazionale crescita economica di Cina e India, i due giganti appartenenti al «Club del miliardo» (vale a dire con più di un miliardo di abitanti), rappresenta una grave minaccia ma anche una grossa opportunità per il mondo. Le scelte che questi paesi compiranno nei prossimi anni potranno condurre il pianeta verso un futuro di crescente instabilità ecologica e politica oppure indicare un percorso di sviluppo basato su tecnologie efficienti e su una migliore gestione delle risorse. Questo è in estrema sintesi ciò che emerge dalle analisi che il Worldwatch Institute presenta nel suo rapporto State of the World 2006.
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L’edizione italiana del rapporto, curata da Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf (che ne cura l’edizione italiana sin dal 1988) viene presentata oggi a Firenze tra le iniziative di Terrafutura.

«Il futuro ambientale, economico e sociale della Cina e dell’India rappresenta una sorta di test significativo per l’intero futuro dell’umanità ? sostiene Gianfranco Bologna ?. Un test per la concreta possibilità di dare corso a politiche di sostenibilità del nostro sviluppo sociale ed economico, un test per il quale è necessario un contributo convinto e fattivo di tutti i paesi del mondo. La percentuale della popolazione di Cina ed India che è entrata nella fascia del consumismo, aggiunta a quella di altri paesi di nuova industrializzazione (dal Brasile all’Indonesia, dal Sud Africa alla Corea del Sud, solo per citarne alcuni) incrementa di almeno un altro miliardo, il miliardo di abitanti dei paesi industrializzati che già presentano livelli molto alti di consumo.
Gli ecosistemi del nostro pianeta non sono in grado di reggere un impatto così significativo e gli effetti potrebbero essere devastanti per tutta l’umanità».

La crescita della domanda di energia, cibo e materie prime da parte di 2,5 miliardi di cinesi e indiani (40% della popolazione mondiale) sta già provocando effetti a catena in tutto il mondo e i livelli record di consumo negli Stati Uniti e in Europa lasciano poco spazio alla crescita asiatica (le emissioni di anidride carbonica degli Usa, per esempio, sono 6 volte quelle della Cina e 20 volte quelle dell’India). Se Cina e India consumassero risorse e producessero inquinamento ai livelli pro capite attuali degli Stati Uniti, sarebbero necessari due pianeti come la Terra solo per sostenere queste due economie.
«In Cina e in India è sempre più diffusa la convinzione che i modelli di crescita economica basati sullo sfruttamento intensivo delle risorse non possano funzionare nel XXI secolo ? afferma Christopher Flavin, presidente del Worldwatch Institute ?. Già adesso, l’industria cinese del solare, all’avanguardia nel mondo, fornisce acqua calda a 35 milioni di edifici. Cina ed India sono oggi ben posizionate per diventare, nell’arco del prossimo decennio, dei veri leader dell’energia e dell’agricoltura sostenibile».

È evidente che queste tendenze devono essere incrementate e necessitano di una consapevolezza generale dei leader dei paesi di tutto il mondo ed in particolare di chi ha le maggiori responsabilità dell’uso e consumo delle risorse ambientali della Terra.

L’emergere di Cina e India nell’arena del consumismo di stile occidentale è un segnale che dovrebbe rendere consapevoli gli Stati Uniti e il resto del mondo della necessità di un forte impegno per la costruzione di economie sostenibili. Considerare questo enorme spostamento della geopolitica globale come un’opportunità invece che una minaccia è il modo migliore per garantire un XXI secolo di pace e di stabilità.

(Fonte Wwf)