Le regioni del Mezzogiorno a rischio desertificazione

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I risultati degli studi presentati in occasione della Giornata Mondiale sulla Desertificazione nell’Anno Internazionale dei Deserti e della Desertificazione

Oggi, Giornata Mondiale sulla Desertificazione, nell’ambito delle manifestazioni per l’Anno Internazionale dei Deserti e della Desertificazione, si conclude ad Alghero il Workshop organizzato dall’Enea, Acs S.p.A. e dal Nucleo Ricerca Desertificazione (Nrd) dell’Università degli Studi di Sassari, per presentare i risultati di diverse attività di ricerca svolte nelle Regioni del Mezzogiorno d’Italia a rischio di desertificazione nell’ambito del progetto Riade sulla Desertificazione.

Dall’analisi e dalla comprensione delle relazioni di causa-effetto dei processi di degrado delle risorse naturali (acqua, suoli ed ecosistemi vegetali) sono stati individuati le tecnologie, i processi innovativi e gli interventi di lotta alla desertificazione.

/> L’Italia, tradizionalmente fertile e temperata, vede progressivamente crescere il rischio e l’impatto dei fenomeni di degrado del territorio (circa il 30% della superficie complessiva), che producono danni ambientali, sociali ed economici.

Malgrado l’esperienza e le conoscenze acquisite su queste tematiche, raramente i risultati degli studi sono stati trasformati in sistemi strutturati ed integrati. Ciò è in gran parte dovuto alla focalizzazione dell’attenzione degli esperti sulle condizioni locali e sui diversi processi più che sulla loro interazione complessiva.

Per fare fronte a queste carenze il progetto Riade si è posto l’obiettivo di sviluppare un sistema informativo integrato e tecnologicamente innovativo per il monitoraggio dei processi di desertificazione e per promuovere interventi di salvaguardia del territorio, a cui è stato associato un master universitario di primo livello, finalizzato alla formazione metodologica e tecnologica di esperti sulla desertificazione.

Il progetto è fortemente multidisciplinare sia nelle applicazioni tecnologiche sia nelle conoscenze impegnate e sviluppate. Da un lato, infatti, propone l’integrazione di tecnologie tradizionalmente applicate in campi molto diversi come il telerilevamento, la spettroscopia laser e le analisi isotopiche, dall’altro affronta una tematica che richiede l’integrazione di discipline quali la meteorologia, la pedologia, l’agronomia, la geologia, l’idrologia, l’archeologia, ecc.

Lo scopo finale del progetto è lo sviluppo di un sistema di supporto alle decisioni, condiviso con le amministrazioni locali per l’individuazione dei migliori interventi di mitigazione dei processi di degrado in corso.

(Fonte Enea)