Sempre più urgente salvare i delfini del Mediterraneo

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La Wdcs pone uno scomodo interrogativo: i governi sono veramente interessati alla protezione delle balene e dei delfini?

Dal 1° al 5 dicembre i rappresentanti di più di 100 Paesi si riuniranno a Roma per la IX Conferenza delle Parti (CoP) della Convenzione sulla Conservazione delle specie migratrici. In anticipo sul meeting, la Wdcs (Whale and Dolphin Conservation Society, Associazione per la Tutela di Balene e Delfini), partner ufficiale della Cms, lancia un appello affinché vengano adottate misure urgenti per proteggere le balene e i delfini dalle catture accidentali, dall’inquinamento acustico e da quello chimico, dai cambiamenti climatici e dalla degradazione dell’habitat e affinché vengano conclusi nuovi accordi regionali per la conservazione, soprattutto nell’Oceano Indiano e nel Sud-Est asiatico.
La Wdcs, un’organizzazione mondiale non governativa per le specie animali che porta avanti progetti di conservazione in almeno 25 paesi e membro fondatore della campagna Unep/Cms «Anno del Delfino», ha definito l’«Anno del Delfino» un’iniziativa di grande successo, che ha contribuito alla sensibilizzazione del pubblico sull’emergenza rappresentata dalla protezione dei delfini nel mondo e a un suo maggiore impegno in questa direzione.

Ora però la Wdcs mette in discussione l’operato dei Governi in termini di conservazione. «Intorno a noi, assistiamo ancora all’aumento di eventi tragici ? afferma Nicolas Entrup, portavoce della Wdcs ?. All’inizio del 2007, il delfino dello Yangtze River è stato dichiarato estinto; mentre si aprirà la conferenza a Roma, centinaia di delfini e di focene saranno spazzati lungo le coste europee dell’Atlantico come conseguenza dell’uso, nel corso di tutto l’anno, di attrezzi da pesca non selettivi; in tutto il mondo, l’intenso inquinamento acustico subacqueo causato dalle industrie e dalle forze militari costringerà i cetacei fuori dalle loro dimore. Nel frattempo, il delfino comune del Mediterraneo, un tempo abbondante e che è stato inserito nell’Appendice I della Cms 3 anni fa, continua ancora a rischiare l’estinzione nel mar Mediterraneo. La Wdcs chiede se è necessario che le cose vadano ancora peggio per gli animali affinché i Paesi decidano veramente di fare qualcosa per mettere fine alle minacce cui le specie sono esposte. Sono indispensabili decisioni urgenti per affrontare tali minacce e per adottare soluzioni che garantiscano una reale protezione delle specie marine migratrici».
«È necessario che le Parti conferiscano alla Cms il mandato per istituire e coordinare Aree marine protette per balene e delfini in acque internazionali e che vengano conclusi urgentemente degli accordi di conservazione per la tutela di balene e di delfini nell’Oceano Indiano e nel Sud- Est asiatico ? aggiunge ancora Entrup ? ma nulla è più urgente dell’attuazione e del perfezionamento delle decisioni prese sulla carta».

Attualmente, la Cms coordina un importante e crescente network di accordi per i mammiferi marini che copre il Mediterraneo e il mar Nero, il Baltico, il Nord-Est Atlantico, il mare d’Irlanda e il mare del Nord, l’oceano Indiano settentrionale, il Pacifico sud occidentale e l’Atlantico orientale. Nelle Appendici della Cms (I e II), vi sono 63 specie e popolazioni distinte ma 21 non hanno alcun tipo di protezione in nessuna parte delle loro aree di migrazione.

(Fonte Wdcs)